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È morta Elizabeth Yates, spiegò il razzismo ai bambini

Nella sua lunga vita l'autrice americana scrisse romanzi e racconti in cui metteva alla berlina la segregazione razziale

di Gabriella Meroni

La scrittrice statunitense Elizabeth Yates, autrice di numerosi e popolari libri per l’infanzia in cui spesso denunciava il razzismo e la segregazione razziale, e’ morta all’eta’ di 95 anni in una casa di riposo di Concord, nel New Hampton. La Yates ha pubblicato il suo primo racconto per bambini nel 1938 e ha scritto per piu’ di mezzo secolo. I suoi libri continuano ad essere ristampati ancora oggi negli Stati Uniti e in numerosi Paesi europei. Elizabeth Yates si e’ fatta apprezzare in modo particolare per la sua capacita’ di narrare la storia dello schiavismo in America del Nord, le ribellioni dei neri per liberarsi dal giogo della schiavitu’, scegliendo di ambientare quasi tutte le sue storie nel XIX secolo. ”Amos Fortune, un uomo libero” (pubblicato nel 1950) e’ il romanzo storico piu’ famoso della scrittrice: racconta la storia di un adolescente africano che viene venduto a un mercante di schiavi e che, diventato grande, si battera’ per liberare il suo paese dall’oppressione. Altro romanzo per ragazzi di grande fortuna della Yates si intitola ”Prudence Crandall” (1955) e descrive la vicenda di un’insegnante che nel 1833 in un piccolo villaggio del Connecticut apre una scuola dove accetta sia ragazzi bianchi che neri. Per le sue battaglie contro la segregazione razziale negli anni Cinquanta ottenne numerosi riconoscimenti. La sua carriera e’ stata costellata da dieci premi letterari per l’infanzia e molti suoi libri sono adottati come testi di lettura nelle scuole primarie degli Stati Uniti, del Canada e della Gran Bretagna.


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