Non profit
ELUANA. Le suore che l’assistono: «Lasciatela qui»
«Non chiediamo nulla nulla in cambio, se non il silenzio e la libertà di amare»
Le suore di Lecco che accudiscono Eluana Englaro alla clinica ”Beato Luigi Talamoni” ripetono – come avevano fatto già tempo fa – la loro disponibilità a «servire» ancora la giovane che si trova in stato vegetativo da oltre 16 anni e quindi a tenerla in vita.
Le religiose hanno diffuso un comunicato nel quale rendono nota la loro disponibilità: «L’amore e la dedizione per Eluana e per tutti coloro che si affidano alle nostre cure – affermano – ci portano ad invocare il Signore Gesù affinché la speranza prevalga anche in questa ora difficile, in cui sperare sembra impossibile». All’indomani della sentenza della Corte di Cassazione che autorizza la famiglia ad interrompere alimentazione e idratazione artificiale, le suore spiegano: «La nostra speranza, e di tanti con noi, è che non si procuri la morte per fame e sete a Eluana e a chi è nelle sue condizioni». Per questo, «ancora una volta, affermiamo la nostra disponibilità a continuare a servire, oggi e in futuro, Eluana. Se c’è chi la considera morta, lasci che Eluana rimanga con noi che la sentiamo viva. Non chiediamo nulla in cambio, se non il silenzio e la libertà di amare e donarci a chi è debole, piccolo e povero».
17 centesimi al giorno sono troppi?
Poco più di un euro a settimana, un caffè al bar o forse meno. 60 euro l’anno per tutti i contenuti di VITA, gli articoli online senza pubblicità, i magazine, le newsletter, i podcast, le infografiche e i libri digitali. Ma soprattutto per aiutarci a raccontare il sociale con sempre maggiore forza e incisività.