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Sanità & Ricerca

Etiopia: leader religiosi cristiani e musulmani uniti contro l’Aids

Ecumenismo e dialogo inter-religioso saranno sfruttati per agire in modo piu' efficace nella prevenzione e controllo della malattia.

di Renata Ghisalberti

I capi religiosi cristiani e musulmani dell’Etiopia hanno deciso di unire le forze nella battaglia contro la sindrome da immunodeficienza acquisita (Sida/aids). Al termine di un seminario di formazione organizzato dall’eparchia di Adigrat, nel nord del paese, a cui hanno presenziato oltre una trentina di esponenti della Chiesa ortodossa, cattolica e della comunita’ musulmana, i partecipanti hanno ribadito la loro determinazione a collaborare sotto ogni aspetto per prevenire e controllare la diffusione dell’epidemia. Il vescovo di Adigrat, monsignor Abuna Tesfaselasie Medhin, ha confermato l’intenzione di utilizzare i frutti dell’ecumenismo e del dialogo inter-religioso per agire in modo piu’ efficace contro questo fenomeno, mentre il segretario generale della diocesi, Abba Tesfay Lemlem, ha ricordato che tra le varie attivita’ della sua comunita’ c’e’ il sostegno finanziario a oltre 250 orfani e un centinaio di persone che convivono con il virus. Gebregziabiher Berhe, della Chiesa etiope ortodossa di Tewahido, ha detto che il corso di formazione ha costituito un’opportunita’ per attingere all’esperienza della Chiesa cattolica in materia di cura e sostegno ai malati di aids. Anche un esponente della comunita’ musulmana, Ato Salih Abubeker, ha sottolineato l’importanza della formazione ricevuta in questi giorni. Secondo alcune stime, purtroppo aggiornate solo al 2003, almeno il 6,6% della popolazione etiope e’ sieropositiva.


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