Economia & Impresa sociale 

Farmaci a casa grazie alla start-up e alle bici sociali

La start up torinese Pharmercure mette in contatto direttamente cittadini e farmacisti permettendo di acquistare farmaci anche con ricetta, aiutando quanti, impossibilitati a muoversi da casa perchè anziani o malati, in passato erano costretti a chiedere favori ad amici, medici e farmacisti. Da pochi mesi il servizio di consegna a domicilio, che si avvale prevalentemente di una flotta di veicoli elettrici e biciclette, amplia il suo parco bici grazie alla collaborazione con il progetto Biciclabile dell’impresa sociale Stranaidea

di Rossana Certini

Se ti serve un medicinale che può essere dispensato solo con ricetta medica e vivi da solo, non hai nessuno che possa passare in farmacia a ritirarlo e sei bloccato a casa perché ammalato, come fai? Per rispondere a questa domanda, a Torino, un gruppo di giovani trentenni ha dato vita, nel 2018, alla start up Pharmercure, una piattaforma di ordini e consegne a domicilio per tutti i prodotti acquistabili in farmacia, compresi i farmaci con ricetta.

«Il nostro obiettivo – spiega Maurizio Campia, Ceo di Pharmercure – è quello di avvicinare le persone alle farmacie. Infatti, sul mercato ci sono già numerose piattaforme che consentono di acquistare farmaci da banco online ma nessuna di esse mette in contatto direttamente i cittadini con i farmacisti e permette di acquistare farmaci con ricetta. Pharmercure non è una piattaforma di e-commerce ma mette in contatto cittadino e farmacista. Gli ordini possono essere effettuati sia attraverso la nostra piattaforma digitale, scegliendo i prodotti e la frequenza di consegna periodica, sia contattando direttamente il proprio farmacista che accetta l’ordine, carica sulla piattaforma la ricetta, inviata dal medico o già presente nel sistema sanitario digitalizzato e prenota il servizio di consegna».

In tutta Italia sono 25 le province oggi servite, 150 le farmacie partner e quasi 12 milioni i cittadini coperti dal servizio. La Sicilia è una delle regioni dove Pharmercure è maggiormente presente, con 35 farmacie aderenti.

«Nelle fasi iniziali dell’avvio della start up – prosegue Campia – per capire chi erano le persone che richiedevano il servizio, ho fatto delle consegne in prima persona e ho capito il valore sociale di quello che stavamo mettendo in piedi. Ricordo persone, soprattutto anziane e pazienti cronici, che mi invitavano a prendere il caffè perché mi percepivano come collaboratore della farmacia. Abbiamo presto compreso di essere una vera e propria soluzione a un bisogno per queste persone costrette in passato a chiedere favori ad amici, al proprio medico di base o al farmacista perché impossibilitati a muoversi da sole». Dunque la figura del corriere è centrale in questo progetto perché non è soltanto colui che consegna il farmaco ma è una persona amica con cui spesso l’anziano o la persona ammalata crea un rapporto familiare.

«Abbiamo ben presto avuto consapevolezza del ruolo strategico dei nostri correri», spiega Campia, «per questo abbiamo scelto di assumerli con contratti nazionali del lavoro o altre forme contrattuali che non prevedono mai retribuzioni a cottimo ma solo a tempo».

Come racconta Lucia Clara Lo Re, classe 1996, che da dicembre 2021 lavora come corriere a Palermo per Pharmercure: «fin dall’inizio mi ha stupito come il servizio di consegna fosse apprezzato dalle persone. Non solo dagli anziani, che magari non possono andare in farmacia, ma anche dalle mamme che lavorano o devono stare a casa per seguire un figlio malato. Da quando faccio questa attività ho vissuto tantissimi episodi di gratitudine e riconoscenza. Mi è capitato addirittura di ricevere piccoli regali natalizi da signore a cui consegno frequentemente dei farmaci. Soprattutto, sento costantemente la fiducia di chi mi apre la porta e mi accoglie spesso con un sorriso. Come si fa con una persona di famiglia. E con la fiducia sono cresciuti anche gli ordini alle farmacie, segno che se si lavora bene e si offre un buon servizio il valore del tuo impegno viene riconosciuto».

Il servizio di consegna a domicilio si avvale di una flotta composta prevalentemente da veicoli elettrici e biciclette. Di recente la Pharmercure ha a disposizione nuove biciclette offerte dai ragazzi che lavorano nell’ambito del progetto Biciclabile avviato dall’impresa sociale Stranaidea che dal 2017 recupera bici abbandonate per le vie di Torino.

«BiciclAbile», spiega Lorena Cugusi, vicepresidente di Stranaidea, «è un’attività di recupero di biciclette abbandonate che vengono riparate e rimesse in circolazione. Insomma, dove molti vedevano un rifiuto, noi abbiamo visto un’opportunità. Le persone con disabilità e gli adulti senza dimora vengono coinvolti nei lavori di riparazione e hanno così l’occasione di mettersi in gioco, imparare cose nuove e rendersi utili alla comunità. Siamo consapevoli che nell’era del consumo riparare le cose sia non solo un atto di ribellione, ma anche e soprattutto di responsabilità civica. Ridurre i rifiuti ed estendere il ciclo di vita dei prodotti produce un plus valore non solo economico ed energetico, ma anche di senso».

Infatti, fino a qualche tempo fa, le biciclette che l’amministrazione comunale di Torino raccoglieva e portava nel deposito dei vigili urbani, rimanevano lì inutilizzate. Grazie al progetto BiciclAbile quello che era solo un oggetto di rottamazione ha ripreso a vivere dopo un sapiente lavoro dei ragazzi che le riparano e le mettono a disposizione gratuitamente di chi è in difficoltà o ne ha bisogno.

«Ci entusiasma condividere questa nostra filosofia con altre realtà, come la startup Pharmercure», conclude Cugusi, «non dimenticherò mai lo sguardo del ragazzo che ha consegnato le bici alla start up. Era orgoglioso del fatto che il suo lavoro è ora utile per svolgere un servizio fondamentale per altre persone fragili».


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