Formazione

Fatevi un portafoglio ben disarmato

Hai risparmi da investire e sei tentato dalla Borsa? Ecco una piccola guida per costruire un portafoglio a misura della tua sensibilità.

di Redazione

Parlare di investimento etico in senso lato può essere talvolta fuorviante in quanto le interpretazioni del concetto di responsabilità d?impresa possono essere differenti, o addirittura divergenti, a seconda del sistema valoriale cui l?investitore può fare riferimento. Si pensi, ad esempio, alle differenze tra etica protestante, cattolica, musulmana o laica. Anche ispirandosi ai principi etici di una di queste categorie, ciascun investitore potrà avere valori e interessi del tutto particolari e quindi interpretare l?investimento etico in un modo del tutto originale. Con questo numero avviamo con i lettori un percorso verso la costruzione di un portafoglio responsabile da un punto di vista etico, ambientale e sociale. Questo percorso ci porterà innanzitutto a illustrare i principali criteri utilizzati nelle scelte di investimento responsabile da fondi di investimento e, contestualmente, ci permetterà di avviare uno scambio con i lettori (anche con l?aiuto del sito di Vita: www.vita.it), sui criteri più interessanti per la costruzione di un ?portafoglio Vita?. L?identificazione dei criteri ci aiuterà a segnalare ai lettori le imprese, italiane e europee, che potrebbero rientrare in un portafoglio con un profilo di responsabilità ambientale e sociale in sintonia con le segnalazioni dei lettori. Il monitoraggio costante del portafoglio e la revisione periodica dei criteri costituiranno poi la fase di manutenzione. esclusione o eccellenza? Prima ancora di illustrare i diversi criteri che possono essere utilizzati per definire un portafoglio responsabile, occorre chiarire le differenze tra criteri di esclusione (o negativi) e criteri di eccellenza (o positivi). I criteri di esclusione prevedono l?esclusione immediata dal portafoglio dell?investitore di quelle imprese che svolgono attività in contrasto con i valori e gli interessi dell?investitore. Il coinvolgimento dell?impresa nella produzione di armi e nelle forniture militari, nella produzione di energia elettrica attraverso il nucleare, nella produzione e distribuzione di prodotti alcolici e di tabacco, la violazione di diritti umani e le pratiche di vivisezione sono i criteri di esclusione maggiormente utilizzati dagli investitori etici. L?utilizzo dei criteri negativi, se ben definiti, è relativamente semplice ed è paragonabile all?azione di un filtro, a maglie strette o a maglie larghe, attraverso il quale l?universo investibile si riduce a un numero di imprese che, appunto, soddisfano i criteri prestabiliti. I criteri di eccellenza operano con una logica normalmente opposta e puntano a identificare le situazioni positive quali le politiche particolarmente innovative nella gestione delle relazioni con i dipendenti, le certificazioni ambientali e sociali, i programmi per favorire lo sviluppo a livello locale. Anche in questo caso, l?enfasi su ciascun criterio dipende dall?importanza che l?investitore attribuisce ai diversi aspetti. L?applicazione di questi criteri è senza dubbio più complessa rispetto al semplice utilizzo del filtro rappresentato dai criteri negativi in quanto, in questo caso, il giudizio richiede necessariamente l?attribuzione di valori relativi del tipo eccellenza assoluta, best in class o sopra la media di settore. la tentazione di escludere Come vedremo più avanti, la linea di demarcazione tra criteri negativi e criteri positivi non è così netta; questa classificazione deve essere considerata solo come una guida per selezionare il profilo ambientale e sociale da seguire nelle scelte di investimento. Di fronte ai criteri elencati in tabella, che verranno sviluppati ogni mese in queste pagine, è facile provare la tentazione di applicare al proprio portafoglio, o a quello in via di costituzione,innanzitutto un gran numero di criteri di esclusione . positivo E negativo Questa tentazione può indurre a trasformare alcuni criteri positivi in criteri negativi: ad esempio, invece di selezionare le imprese eccellenti nelle relazioni con i dipendenti si potrebbe arrivare ad escludere a priori quelle che non praticano una effettiva parità di genere e di razza . Oltre alla difficoltà pratica di identificare dei parametri il più possibile oggettivi per confrontare imprese che operano in settori e in aree geografiche diverse, questo approccio potrebbe avere la controindicazione di ridurre drasticamente il numero di imprese investibili, con evidenti ripercussioni sul profilo di rischio del portafoglio (che diventerebbe necessariamente più elevato).


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