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Fazio: contro povertà si aprano mercati agricoli

«Dobbiamo riuscire a far esportare i prodotti agricoli di questi paesi e non solo esportare i nostri prodotti industriali»

di Gabriella Meroni

La globalizzazione e’ necessaria, ma per aiutare i paesi in via di sviluppo ad affrontare il nodo della poverta’ e’ necessario aprire ai loro mercati agricoli la via dell’esportazione. Il Governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, spiega, intervenendo al convegno della Bnl ‘Le radici del futuro-economia e societa”, come sia necessario ripartire dal vertice di Doha per rilanciare la politica agricola dei paesi in via di sviluppo. ”Evitare la globalizzazione sarebbe un errore grave -dice Fazio- perche’ conduce a miglioramenti dei livelli di vita di molti paesi grazie ai progressi che puo’ condurre. La globalizzazione commerciale puo’ dare maggiore ricchezza, il problema e’ distribuirla a tutti”. Fazio ha spiegato che la globalizzazione commerciale ”ha riguardato in particolare i prodotti industriali, beni di consumo durevoli e recentemente anche i servizi, ma la globalizzazione deve aiutare i paesi piu’ poveri che hanno gran parte del loro valore aggiunto dai prodotti agricoli. Non c’e’ globalizzazione senza aprire questi paesi all’esportazione dei prodotti agricoli, e’ la via intrapresa a Doha e sulla quale bisogna insistere. Dobbiamo riuscire a far esportare i prodotti agricoli di questi paesi e non solo esportare i nostri prodotti industriali. Si tratta di un nodo centrale da affrontare e che non si puo’ ignorare”. Il Governatore della Banca d’Italia ha ribadito che la crescita del reddito pro-capite negli ultimi 50 anni ”ha fatto passi senza precedenti, creando pero’ disparita’ in molti paesi del mondo. I poveri sono 1,2 miliardi di persone e questo crea motivi di tensione nel mondo. In passato la ricchezza era concentrata solo in poche classi, mentre oggi nei paesi sviluppati ci sono molte persone con redditi alti. Centinaia di milioni di persone hanno un livello di ricchezza elevato ma ci sono molte altre persone che sono in stato di poverta”’.


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