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Finanziaria, stessi fondi per difesa e assistenza sociale

Lo sottolinea la campagna Sbilanciamoci: lo stanziamento totale è di 20 mila milioni di euro

di Gabriella Meroni

Le spese militari previste nella Finanziaria 2002 superano i 20 mila milioni di euro. Lo Stato italiano, dunque, dedica alla difesa le stesse risorse stanziate per l’assistenza (l’1,6% del Pil), otto volte di più di quanto spende per la tutela dell’ambiente, dodici volte di più dei fondi per la cooperazione allo sviluppo. Il prossimo anno le spese militari sono destinate a crescere del 15%, dopo che nel biennio 2000-01 l’incremento è già stato del 10%. Si spendono 4000 miliardi di lire per la costruzione di una portaerei e 16 mila per il programma di costruzione dei caccia intercettori EFA (gli Eurofighter); per l?esercito professionale si prevede di costruire una forza elefantiaca di 190 mila uomini. Se si considerano anche le missioni internazionali delle forze armate italiane, tutte finanziate con risorse aggiuntive, si arriva a 27 mila milioni di euro, pari al 2,3% del Pil e al 10% della spesa sociale. L’impegno per le politiche di pace è invece ridotto: nei Balcani l’impegno per la ricostruzione è meno di 1/3 di quanto speso per interventi militari. Eppure, con una parte delle risorse dedicate oggi alla difesa sarebbe possibile costruire da subito politiche di pace concrete ed efficaci: cancellare il debito dei paesi poveri; portare l’aiuto allo sviluppo allo 0,7% del Pil (con un incremento annuo di 775 milioni di euro l’obiettivo sarà raggiunto entro il 2010); approvare la legge sull?asilo politico (103 milioni di euro); incentivare e promuovere il servizio civile all’estero, le forme di peace keeping e difesa non violenta (114 milioni di Euro). Le risorse ci sono e sono immediatamente disponibili interrompendo il programma di costruzione della portaerei, introducendo una tassa del 4% sulle esportazioni di armi, riducendo di 70 mila soldati l’esercito professionale. La campagna Sbilanciamoci, composta da 30 organizzazioni della società civile, vuole dimostrare che un altro mondo è possibile anche nelle scelte di finanza pubblica. Rovesciando le priorità è possibile realizzare politiche sostenibili ed usare la spesa pubblica per la società, la pace, l?ambiente, la solidarietà internazionale. Martedì 23 ottobre, alle 10.00, presso la Sala del Cenacolo in Vicolo Valdina, a Roma, sarà presentato il Rapporto 2002 della campagna. Sbilanciamoci e’ promossa da: Anpas, Antigone, Arci, Arci Servizio Civile, Associazione Ambiente e Lavoro, Associazione Obiettori Nonviolenti, Associazione per la Pace, Auser, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Cipsi, Cittadinanzattiva, Cnca, Cocis, Ctm-Altromercato, Donne in nero, Emergency, Emmaus, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Legambiente, Lila, Lunaria, Mani tese, Medici senza frontiere, Pax Christi, Seniores Italia, Uisp, Unione degli Studenti, Unione degli Universitari, WWF.


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