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G8, Goldsmith: povertà vero volto globalizzazione

Il direttore dell'Ecologist al convegno "From Global to Glocial". "Rilanciamo economie nazionali".

di Giampaolo Cerri

La condanna alla povertà estrema che minaccia tra un terzo e la metà della popolazione mondiale; un?”insicurezza tremenda” ? ben manifesta nelle ripetute crisi finanziarie, dalla Turchia all?Argentina ? che riguarda tutti; e sullo sfondo, la realtà di interi paesi soffocati dal debito e con le loro produzioni nazionali spazzate via dalla grandi multinazionali. E? questo l?inquietante quadro co prodotto dall?economia globalizzata nella riflessione di Edward Goldsmith, fondatore della prestigiosa rivista ?The Ecologist?. Nel suo intervento a ?From Global to Glocial? lo studioso si è particolarmente soffermato sulla stretta connessione esistente tra lo sviluppo del commercio internazionale e l?aumento della povertà. ?L?economia globale non può combattere la povertà, al contrario, crea nuove povertà ? ha spiegato Goldsmith ? Dal 1978 il commercio mondiale è aumentato di 18 volte, eppure, solo dal 1997, la povertà ha fatto registrare un aumento del 50 per cento, aumentando anche nel mondo industrializzato. In realtà, la globalizzazione non è stata inventata per combattere la povertà, ma semmai per sostituirsi all?epoca coloniale perseguendone lo stesso obiettivo, aprire nuovi mercati?. Il fondatore di ?The Ecologist? si è soffermato anche sui principali meccanismi responsabili dell?ampliamento della povertà e in particolare sul circolo vizioso che porta i paesi più indebitati, attraverso i piani di aggiustamento strutturali richiesti dal Fondo monetario internazionale, all?eliminazione di servizi improduttivi ? quali quelli sanitari ed educativi ? al peggioramento della situazione dell?import-export e ad ulteriori indebitamenti. Una situazione che colpisce con particolare forza le realtà dei produttori agricoli di tanti paesi del Sud del mondo: principali vittime di un processo di internazionalizzazione e modernizzazione che rischia di ridurre in povertà intere comunità umane, minaccia che nella valutazione di Goldsmith può riguardare oltre un miliardo di persone e può arrivare ad investire addirittura la metà della popolazione umana. ?Se vogliamo avere un sistema che minimizzi la povertà ? ha concluso Goldsmith ? bisogna trovare altre strade e iniziare a riflettere sulla necessità di rilanciare le economie nazionali, come stanno iniziando a fare paesi come la Thailandia?.


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