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G8, Greenpeace: summit fallito

Presa di posizione degli ambientalisti. Governo responsabile per la dura repressione, di piazza.

di Giampaolo Cerri

Greenpeace giudica un fallimento il Summit del G8 conclusosi oggi a Genova . Il dibattito maturato intorno al mancato accordo sul Protocollo di Kyoto ha registrato, oltre alla gia’ nota ostruzione di Bush, anche il tentativo del Canada e del Giappone di subordinare la ratifica dell’accordo all’ottenimento di concesssioni aggiuntive che rischiano di depotenziare l’efficacia del Protocollo. “Tutti i Paesi che partecipano ai negoziati in corso a Bonn, hanno espresso la volonta’ di sostenere le misure necessarie per la protezione del clima. USA, Canada, Giappone e Australia hanno invece deciso di anteporre ad un concreto impegno per la salvaguardia del clima gli interessi delle grandi corporationsdel petrolio” ha dichiarato Domitilla Senni di Greenpeace. Greenpeace inoltre esprime una forte condanna al governo Berlusconi per la gestione del confronto con le forze sociali e con le numerose espressioni democratiche del dissenso convenute a Genova da tutto il mondo. La decisione di applicare una repressione fredda e brutale anche nei confronti della componente pacifica e inerme dei manifestanti e di non isolare le frange violente e’ un fatto di inaudita gravità di cui il governo dovra’ essere chiamato a rispondere sia a livello nazionale che internazionale. “Chiediamo al presidente del Consiglio di avviare una procedura d’urgenza per stabilire le responsabilita’ di quanto accaduto in questi giorni a Genova ed accertare se la violenza di una ristretta minoranza non sia servita da alibi ad una inaccettabile violenza delle forze dell’ordine nei confronti dei manifestanti pacifici” ha concluso Senni.


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