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Media, Arte, Cultura

G8, Sofri: tema povertà ha finalmente raggiunto i ricchi

Messaggio dal carcere di Pisa in occasione del convegno "From Global to Glocial".

di Giampaolo Cerri

Il movimento anti-G8 segna una fase di ritorno all?impegno che rappresenta una lezione anche per quanti in questi anni hanno parlato di crisi della politica. E? questo uno dei punti di un lungo e articolato contributo che Adriano Sofri ha inviato questo pomeriggio ai lavori di ?From Global to Glocial?. Si tratta di un?approfondita riflessione in cui si affrontano temi quali le caratteristiche di quello che i mass-media hanno etichettato come il ?popolo di Seattle?. ?Per equivoco o generico che sia il binomio globalizzazione-antiglobalizzazione, è un fatto che per la prima volta dopo molto tempo il tentativo di una descrizione del mondo contemporaneo ha interessato una vasta opinione?, ricorda Sofri, parlando di ?una rinnovata attenzione, curiosità e sensibilità? rispetto alle quali passano in secondo piano ?vecchie ideologie e scolastiche semplificazioni?.  ?L?imminenza del G8 ha portato alla luce, piuttosto che quell?accezione spettacolare del ?popolo di Seattle? che consiste nel nomadismo dei manifestanti di piazza al seguito dei grandiosi incontri internazionali, la vasta e fattiva costellazione di attività e associazioni impegnate sulle grandi e piccole questioni del pianeta?. Ed è una novità che, ricorda Sofri, deve essere attentamente meditata anche dal mondo della ?politica professionale?. Questo stesso movimento ha fatto infatti ?risaltare la distanza e l?ignoranza di tanta parte della politica professionale nei confronti dei problemi del mondo e di chi concretamente li affronta. La politica professata si è precipitata a un corso di recupero. Buona lezione, da usare nella discussione sulla sua crisi?. E sono i giovani, anche i ?giovani dei paesi ricchi?, i grandi protagonisti di questa ?rinnovata attenzione? sulle miserie del mondo, in una realtà nella quale, spiega ancora Sofri ?più o meno c?è un miliardo e passa di molto ricchi, un miliardo e passa di molto poveri e un centro di quattro miliardi di piuttosto poveri. I giovani dei paesi ricchi, di una parte di loro ormai ampia e contagiosa, sono stati finalmente raggiunti dalla notizia della fame, della sofferenza, dell?ingiustizia e dell?assurdità del mondo. Gli adulti lo sapevano già, e dunque lo avevano dimenticato. Quando i ragazzi ricevono quest?ultima notizia, ne provano scandalo. Bisogna che gli scandali avvengano?


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