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Media, Arte, Cultura

Gli ogm arrivano a teatro

In scena a Cagliari "Viva la papa papa", monologo semiserio scritto, diretto e interpretato da Rita Atzeri.

di Giampaolo Cerri

Si ride del transgenico. Accade nello spettacolo “Viva la pappa-pappa” di Rita Atzeri che ha esordito al Teatro dell’Arco di Cagliari nei giorni scorsi. «Gene mangia gene: allegri attentati alla vita», sottotitolo dello spettacolo, si propone di fare i conti in forma teatrale con l’incubo dei consumatori “globalizzati”. Preoccupato da mille allarmi quotidiani – dal vero e proprio inquinamento dei cibi, alla loro dubbia genuinità e alle irregolarità di conservazione, fino alla mucca pazza e alle manipolazioni genetiche – il consumatore teme ogni giorno un nuovo attentato alla salute sulla propria tavola. A lui si rivolge l’appassionata requisitoria della giovane attrice sarda, appellandosi alla consapevolezza dei forzati del consumo, ingranaggi (e vittime, purtroppo) nella grande macchina del profitto, dove la qualità cede spesso il passo alla quantità. Un invito alla presa di coscienza solidamente documentato su dati e informazioni, il monologo dal ritmo inarrestabile è condotto da Rita Atzeri con piglio energico e reso divertente con l’ingrediente della comicità – questa sì, genuina, sa recuperare efficacemente l’espressività della scenetta dialettale e quella del teatro di figura – per immettere solo nel finale una nota più inquietante. «Accanto alla drammatizzazione dei fatti di cronaca», scrive il critico teatrale de La Nuova Sardegna Roberto Sanna, «spassosi intermezzi con il burattino del bisnonno precursore di disastrosi esperimenti biotecnologici nel pollaio o con l’anziana massaia alle prese con un tipo di farina ad alto rendimento ma “ribelle” ad ogni tentativo di lavorazione, completano un testo ben costruito e nel complesso (la velocità non sempre giova ai tempi comici) ben interpretato, per uno spettacolo, prodotto dal Crogiuolo e diretto da Mario Faticoni, piacevolmente istruttivo».


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