Attivismo civico & Terzo settore

Il conto alla rovescia

di Marco Sessa

Caro Nonno Giò,

in questo ultimo periodo ti ho pensato molto. Ho immaginato quale siano state le tue riflessioni nell’avvicinarsi della data di fine mandato. Ancora di più ho pensato a quando sei stato eletto per la prima volta, 7 anni fa: un incarico di responsabilità ma soprattutto di rappresentanza (visite di Stato, inaugurazioni, giuramenti). Un riconoscimento per la lunga carriera e storia. Nessuno allora si sarebbe immaginato un settennato così difficile sin dall’inizio e che ha visto poi negli ultimi due anni uno dei periodi più difficili della nostra Repubblica.

Ho pensato a quanto tu possa avere aspirato ad arrivare alla fine di questo periodo: da quanto tempo sia che, con Nonna Clio, alla sera, durante la cena, valutate possibili mete per il meritato riposo: ’Caro cosa pensi del Hotel ‘Belvedere’ a Capri, vista mare, dove ci siamo trovati sempre benissimo? Oppure possiamo andare a fare una settimana in montagna dai nostri amici e poi vediamo’. Ho immaginato alla organizzazione del trasloco verso la casa di sempre: una imbiancata dopo 7 anni per rinfrescare gli ambienti; qualche riparazione e spostamento di mobili;  l’idea di riscoprire il piacere dell’accomodarsi sulla propria poltrona preferita; La possibilità finalmente tornare un pochino nell’ombra con un ruolo non più da protagonista. Insomma, tutti i ragionamenti che si fanno quando ci si avvicina al termine di un lungo periodo di vita e si sta tornando alle precedenti abitudini.

Ed invece, a causa di nipotini ormai maggiorenni, ma immaturi, che non riescono a controllare i propri impulsi emotivi; che guidati dalle proprie ambizioni non sono in grado di capire quando sia  il momento di fermarsi, ascoltare, riflettere. Ragazzini, nonostante l’età, che a seguito del loro atteggiamento emotivo ed impulsivo – non proprio da leader- perdono di credibilità e stima con gli effetti devastanti che conosciamo. Ecco, per colpa loro, ti abbiamo dovuto chiedere, per favore, di rimanere a timonare una barca impazzita, di non lasciarci soli.

Siamo un paese che nonostante faccia di tutto per rottamare i propri vecchi, come fossero un peso, una parte della realtà sociale di cui -a sentire il cittadino comune- quasi si possa tranquillamente farne a meno, nei momenti essenziali ci aggrappiamo a loro, alla loro saggezza e disponibilità.

Cara Nonna Clio, abbi pazienza: il giorno in cui, assieme al Nonno, potrete godervi la vista dei Faraglioni dalle finestre della vostra camera di hotel  è solo rimandato a quando i nipotini diventeranno grandi, maturi, insomma dei Nonni! Vista comunque la loro età media ci auguriamo tutti che ciò avvenga presto. Prestissimo.


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