Ucraina

Il futuro dell’Europa passa da Kyiv, l’11 luglio i pacifisti italiani in piazza Santa Sofia

L’11 luglio, giorno della memoria religiosa di San Benedetto, patrono di Europa, e della memoria civile della strage di Sebrenica, in piazza santa Sofia a Kiev, cuore religioso dell’Ucraina, i pacifisti italiani e la società civile ucraina, daranno vita ad un momento di preghiera interconfessionale intitolato “un Magnificat per l’Ucraina”. Tante le città italiane collegate

di Redazione

Visvaldas Kubokas, Nunzio apostolico a Kyiv

I leader religiosi ucraini e di alcune tra le più importanti realtà della società civile ucraina stanno sviluppando una serie di iniziative disarmate per fermare l’aggressione russa alla loro patria. L’11 e 12 luglio si terrà a Kiev una due giorni di preghiera e di discussione che vedrà in campo il Nunzio della Santa Sede in Ucraina, mons. Visvaldas Kulbokas, e i rappresentanti delle maggiori confessioni religiose del Paese, oltre ai responsabili di alcune sigle dell’associazionismo italiano (come Azione cattolica, Maesci, Movi. Progetto Sud), e ucraino (come la Rete del self-governement dei territori ucraini, Act for Ukraine Charity Foundation, Spirit of Ukraine Charity Foundation, il Movimento dei Focolari Ucraini, le diverse anime degli Scout locali).

Alla due giorni parteciperà anche un folto gruppo di italiani del Movimento Europeo di Azione Nonviolenta (Mean), movimento che con il Nunzio ha promosso la preghiera. L’11 luglio, giorno della memoria religiosa di San Benedetto, patrono di Europa, e della memoria civile della strage di Sebrenica, in piazza santa Sofia a Kiev, cuore religioso dell’Ucraina, i partecipanti daranno vita ad un momento di preghiera interconfessionale intitolato “un Magnificat per l’Ucraina”.

«Come la piccola Maria -afferma mons. Visvalsas Kulbokas in un comunicato-, si vuol gridare insieme in piazza che “i ricchi torneranno a mani vuote” e che “i troni dei potenti saranno rovesciati”, l’orecchio di Dio sarà teso sull’orecchio degli oppressi e gli oppressori anche se apparentemente più forti sul campo militare non potranno mai vincere contro la giustizia e la verità».

Angelo Moretti, portavoce del Mean, spiega che «si tratta di una cerimonia particolarmente significativa, vista l’importanza che le confessioni religiose hanno avuto in questo conflitto, e si deve alla moral suasion di mons. Kulbokas essere riuscito a farle ritrovare insieme».

Tantissime le città italiane collegate con la piazza di Kyiv, da Milano a Roma, da Ancona a Ostuni, da Cinisello Balsamo a Ostuni, da Rutigliano a Mesagne. In collegamento anche l’abazzia di Montecassino (l’elenco definitivo lo trovate qui)

Il 12 luglio, nel Palazzo di Ottobre in piazza dell’Indipendenza, la prof. Marianella Sclavi, una delle portavoce del Mean, condurrà i gruppi di lavoro misti, europei ed ucraini, sull’attuazione concreta dei Corpi Civili di Pace, tema chiave dell’iniziativa politica del Mean e che ha trovato nella società civile ucraina «un partner desideroso e attivo per la loro istituzionalizzazione da parte dell’Unione europea», afferma Sclavi. Nell’incontro del 12 luglio a Kiev, continua la proponente, «si discuterà dell’azione politica dei Corpi Civili di Pace, della loro capacità di promuovere il dialogo interreligioso, dell’impegno per superare i traumi di guerra e per istituire le Commissioni Verità e Riconciliazione.

Ad accompagnare il convegno ci sarà un libro di pensieri e riflessioni di Alex Langer, europarlamentare, pacifista ed ecologista -di cui in questi giorni si compiono i 29 anni dalla scomparsa-, primo sostenitore dei Corpi Civili di Pace in Europa, un libro scritto appositamente per questa missione da storici amici di Langer e attivisti ed attiviste del Mean dal titolo molto chiaro: Lo sguardo di Alex sulla pace. Rileggere Alex Langer da Sarajevo a Kyiv».

Il Mean è alla undicesima missione in Ucraina. Nel movimento vi sono rappresentanti di molte associazioni italiane ed europee, come Azione Cattolica Italiana, Movimento Adulti Scout, Movimento del Volontariato Italiano, Base Italia, la Rete Sale della Terra, il Movimento Focolari di Bruxelles, Vita Non Profit, la Fondazione Gariwo, la Comunità Progetto Sud, gli amici di Raoul Follereau della Puglia, ci sono inoltre rappresentanti dell’Anci e diversi giornalisti.

Per questa nuova missione il Mean ha diffuso un manifesto dal titolo: “Non possiamo tacere”. Fin dall’inizio del conflitto il Mean ha invitato la società civile europea a non restare ferma nel ruolo di spettatrice o commentatrice di fronte all’invasione in corso, ma a giocare una parte pro-attiva nella storia.


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