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Immigrati: Ufficio Migranti boccia nuova legge

«Se approvato, durerà poco», dice don Fredo Olivero. «Perché va contro tutte le direttive europee»

di Gabriella Meroni

”Se l’Italia non esce dall’Unione Europea, il disegno di legge sull’immigrazione messo a punto dal Governo, una volta approvato, non durera’ piu’ di un anno, dopodiche’ dovra’ essere ritirato”. A parlare e’ don Fredo Olivero, direttore dell’Uffico pastorale dei migranti (Upm), che, presentando il dossier sull’immigrazione redatto dalla Caritas, spiega: ”Quel disegno di legge, cosi’ come e’ stato concepito, non e’ applicabile, perche’ va contro alcune direttive europee, per esempio sull’asilo politico e sui permessi di soggiorno stabilizzati, che anche il nostro Paese ha firmato e che dovra’ assumere nel 2003 e nel 2004”. A conferma di quanto affermato, don Fredo Olivero cita un dato: in Francia e in Gran Bretagna gli stranieri che dopo dieci anni di soggiorno ottengono la cittadinanza sono rispettivamente dodici e cinque volte superiori a coloro che l’ottengono in Italia. Nel nostro Paese, infatti, ha sottolineato il direttore dell’Upm, l’80% degli immigrati ottiene la cittadinanza solo perche’ contrae matrimonio con un cittadino italiano. E’ un dato che deve far riflettere – sottolinea – a fronte di un rientro nei paesi di origine stimato intorno all’uno per cento. Non concedere la cittadinanza significa porre un ostacolo all’integrazione e negare opportunita’ che in realta’ esistono”. Ma oltre ad essere contrario ad alcune normative Ue, il ddl del Governo contiene anche un altro grave limite politico: ”Il ddl e’ tutto puntato sulla repressione ed ha dimenticato quel milione e seicentomila stranieri che in Italia lavorano e sono perfettamente integrati -dice don Fredo- A Torino, per esempio, il numero di stranieri che ogni anno trova lavoro e’ superiore a quello degli immigrati disoccupati, mentre cresce del 28% all’anno il numero di minori stranieri che frequentano la scuola dell’obbligo (attualmente sono 5.800 a cui vanno aggiunti i 534 bimbi dei nidi, ndr). Il provvedimento, quindi, ha in se’ il tentativo di cambiare la realta’ dell’immigrazione, ma questo non e’ possibile, mentre c’e’ il rischio che identificando lo straniero con il clandestino si creino tanti nuovi razzisti”.


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