Famiglia
Ishmael Beah, ex bambino soldato, è Youth Ambassador dell’Unicef
Lo ha nominato ieri a New York il Direttore generale dell'UNICEF, Ann Veneman
di Redazione
In occasione del 18° anniversario dell’adozione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, caduta ieri, lo scrittore ed ex bambino-soldato Ishmael Beah è stato nominato Youth Ambassador UNICEF per i bambini colpiti dalla guerra. La nomina è arrivata dal Direttore generale dell’UNICEF, Ann Veneman, durante una cerimonia alla sede centrale dell’UNICEF di New York.
«Ishmael Beah parla a nome dei bambini e adolescenti che, in tutto il mondo, sono rimasti vittime durante la loro infanzia di violenze, privazioni, e altre violazioni dei loro diritti» ha detto Ann Veneman. «Ishmael rappresenta un eloquente simbolo di speranza per le giovani vittime di violenze, oltre che per coloro che lavorano per smobilitare e reinserire i bambini coinvolti nei conflitti armati.»
«Come bambino soldato, i tuoi diritti sono costantemente violati» racconta Beah, che è stato reclutato con la forza nella suo paese d’origine, la Sierra Leone, quando aveva soli 13 anni. Due anni dopo, l’UNICEF negoziò con i signori della guerra il rilascio di Beah e di altri piccoli combattenti, inserendolo in un programma di riabilitazione. Alla fine, Beah riuscì a raggiungere New York e terminare gli studi.
Il suo diario d’infanzia, “A Long Way Gone”, pubblicato in italia con il titolo Memorie di un soldato bambino (Neri Pozza), è diventato un best-seller internazionale e attraverso il libro, conferenze e dibattiti, ha fornito al mondo intero una migliore conoscenza della vita di un bambino soldato. «Per molti osservatori, un bambino che non ha conosciuto altro che la guerra, un bambino per cui il kalashnikov è stato l’unico modo per sopravvivere e la giungla la migliore comunità che lo abbia accolto, è un bambino perso per sempre per la pace e lo sviluppo. Io contesto questa visione» ha affermato Beah. «Per il bene di questi bambini è essenziale dimostrare che un’altra vita è possibile».
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