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Istat: continuano in Italia i “viaggi della speranza”

Soprattutto dal Sud al Nord per ricoveri ospedalieri

di Gabriella Meroni

Continuano i viaggi della speranza in Italia. Chi vive al meridione tende a ricoverarsi “fuori regione”piu’ degli abitanti del Centro Nord. In particolare nelle regioni del Sud, in Piemonte e Liguria, il tasso di ‘emigrazione sanitaria’ e’ piu’ alto di quello di immigrazione. E’ quanto emerge dalla fotografia dell’Istat, che conferma: cuore, scheletro e stomaco come i ‘punti deboli’ degli italiani. Nel ’98, all’allora ministero della Sanita’, sono state notificate 12 milioni e 600mila schede di dimissione ospedaliera, l’81% relative a ricoveri ordinari e il 19% in day hospital. La maggior parte delle dimissioni dai reparti per acuti riguarda malattie dell’apparato cardiocircolatorio (13%), del sistema muscolo-scheletrico In particolare, il 27,1% dei ricoveri e’ breve (2-3 giorni) e solo l’1,8% e’ ‘eccezionalmente lungo’, mentre il 12,8% e’ inferiore ai 2 giorni. A ricoverarsi di piu’, in regime ordinario e non, sono le donne: nel primo caso rappresentano il 52% nei reparti per acuti, il 56% in riabilitazione e il 62% in lungodegenza. Stesso rapporto in day hospital, con il 54% dei ricoveri “al femminile”. Maternita’ e problemi dei ciclo spiegano la preponderanza femminile nei ricoveri per acuti, mentre la maggiore eta’ media delle italiane viene chiamata in causa dagli esperti per quella in lungodegenza e riabilitazione. In generale, i pazienti piu’ giovani si ricoverano in day hospital.


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