Enrichetta Guerrieri

Se non fai qualcosa per gli altri, che vita è?

10 Novembre Nov 2022 1812 10 novembre 2022

Enrichetta il suo destino lo porta nel cognome, declinato al plurale. Quando la si conosce si pensa subito di avere a che fare con la forza in persona che, unita alla dolcezza che riesce a portare nella vita delle persone, la fa considerare veramente unica. L'incontro con FQTS, il progetto di Formazione dei Quadri del Terzo Settore, le ha dato anche ulteriore forza per essere quella guerriera in grado di combattere non solo per se stessa la battaglia della fibromialgia

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Enrichetta il suo destino lo porta nel cognome, declinato al plurale. Quando la si conosce si pensa subito di avere a che fare con la forza in persona che, unita alla dolcezza che riesce a portare nella vita delle persone, la fa considerare veramente unica. L'incontro con FQTS, il progetto di Formazione dei Quadri del Terzo Settore, le ha dato anche ulteriore forza per essere quella guerriera in grado di combattere non solo per se stessa la battaglia della fibromialgia

È energia allo stato puro, anche contagiosa dal momento che, in qualunque attività abbia messo mano, Enrichetta Guerrieri ha trascinato tutti coloro i quali avevano fatto solo capolino.

Una donna che ha sempre portato una modalità di intervento che passa dalla cura per la persona nelle tante realtà in cui si è trovata a lavorare, segnando la strada in maniera determinante anche durante il percorso che ha compiuto sin dal 2015 dentro FQTS, la Formazione dei Quadri del Terzo Settore.

Nonostante sia vicepresidente nazionale e presidente regionale di MDC, il Movimento difesa del cittadino, Enrichetta ha sempre lavorato con l’animo da volontaria, sociologa quando era chiamata a mettere in pratica la sua professione, per esempio, occupandosi dei dati statistici per i report dell’associazione, come pure facendo l’operatrice allo sportello Antiviolenza “Fuori dall’ombra”, aperto a Modica dove vive e lavora.

Grazie a Fqts ha potuto connettere tutte le attività, rendendosi conto di quanto valore aveva ciò che stava facendo. Un lavoro di tessitura non facile.

In Sicilia, dal 2008 al 2017, abbiamo sempre lavorato facendo, per esempio, informazione ed educazione nelle scuole – racconta lei stessa – ma soprattutto portando avant attività di prevenzione. Ci siamo, infatti, occupati di dipendenze da App, mettendo in campo il progetto “Smartphone Style”, che si è concluso nel 2018, portandoci a relazionarci in maniera diversa con le nuove generazioni. Quando instauri un buon rapporto con i giovani, capisci quanto valore ha il ruolo dell’educatore e che soddisfazioni ti può dare.

Una personalità eclettica che mette in risalto la sua innata passione per le relazioni in uno scambio vicendevole di buone prassi, tenendo sempre presente l’importanza del prendersi cura dell’altro.

Era il 2018 quando, insieme ad alcune amiche, abbiamo deciso di costituire un'associazione tutta al femminile – aggiunge la Guerrieri -. L’abbiamo chiamata “Ipso Facto” perché, in certe dinamiche nelle quali entra in campo la violenza, qualunque essa sia, c’è bisogno di risposte immediate. Abbiamo partecipato alla formazione di FQTS anche perché Leonardo Becchetti ci sta seguendo passo dopo passo. Con lui recentemente abbiamo avuto un incontro perché stiamo portando avanti un'idea di associazioni in rete per la riqualificazione di un quartiere. Con “Ipso Facto” abbiamo introdotto il tema della cura per donne che sanno e vogliono prendersi cura di altre donne, promuovendo anche dei corsi per badante e baby sitter.

Poi, però, nell’arco di qualche anno, ci si è resi conto che il territorio aveva bisogno di altro, giusto?

Si, di donne che ascoltassero altre donne, così nel 2014 è nato lo sportello antiviolenza “Fuori dall'ombra” che nel 2020 ha fatto ingresso in Fqts. Aiutiamo donne che hanno subito e subiscono violenza attraverso unìequipe di assistenti sociali, psicologi e legali. Io sono sempre una semplice operatrice anche se una delle fondatrici. Facciamo anche delle cose estemporanee come il flash mob da cui sto venendo per la pace delle donne iraniane. Per il 25 novembre di quest'anno abbiamo deciso di essere più visibili e terremo lo sportello aperto con una sorta di "open day". Incontreremo anche delle scuole che hanno espresso la volontà di venire a trovarci. Io personalmente mi occuperò dell’informazione diretta in ospedale perché lo sportello fa parte di un percorso di accoglienza riservato a tutte le vittime di violenza e che vivono in situazioni di vulnerabilità, denominato “Codice Rosa”.

Quanto valore ha in tutto questa la formazione?

È fondamentale. Lo dico sempre a chi ritiene che partecipare alle attività di Fqts è pesante. Io amo quei giorni in cui posso staccare la spina e prendermi cura di me stessa. Ti concentri esclusivamente sull'imparare ed è bellissimo. Ho fatto la prima formazione a Salerno come animatore, ma poi anche quella di “Animatore Plus” che mi ha dato altri input. Eravamo nello splendido palazzo di Fondazione CON IL SUD, il che ha reso magico il tutto.

Altra esperienza entusiasmante quella con Libera.

Abbiamo aperto il presidio di Libera a Modica 4 anni fa e mi sono sempre occupata di formazione dei più giovani. Io sono la più anziana, ma relazionarmi con loro mi ha sempre dato una carica inimmaginabile. Lavoriamo, poi, in sinergia con MDC, Caritas e Casa Don Puglisi, solo per fare qualche esempio. A parte queste realtà, però, noto la difficoltà di ricambio nelle nostre attività di volontariato. Non ha ricambio neanche “Ipso Facto”, anche se annualmente organizziamo corsi di formazione per future operatrici di sportello. Poche, infatti, poi decidono di rimanere a lavorare da noi, una volta conclusa la formazione.

Che valore aggiunto è stato FQTS anche per la tua vita personale?

Intanto mi ha aiutato a sentirmi "adatta". Me ne rendo sempre più conto. Prima di entrare in questa grande famiglia, avevo grandi dubbi anche esistenziali se e come dovevo continuare; pensavo di dovermi dedicare di più e meglio alla famiglia, nonna di due nipotini, una mamma di 92 anni. Poi, però, mi sono ammalata di fibromialgia e tutto è cambiato. Si tratta di una malattia che fa brancolare nel buio gli stessi specialisti. Sono, così, entrata a fare parte dell’Aisf, l'Associazione italiana sindrome fibromialgica, il cui presidente è Piercarlo Sarzi Puttini, il quarto reumatologo al mondo. Facciamo anche parte della Rete civica della Salute. Ho scoperto il valore della sorellanza, della fratellanza, dell’aiutarsi reciprocamente, dell’esserci. La fibromialgia è una malattia poco conosciuta, ma soprattuto invalidante. Solo ques’anno, grazie a Draghi, sono stati stanziati 5 milioni di euro per la ricerca. Alla Sicilia, dove è stato istituito un tavolo tecnico, andranno 440mila euro e dovremo essere bravi a utilizzarli bene. Ribadisco, grazie alla forza e alla sicurezza che mi ha dato il percorso di Fqts, ho potuto affrontare tutto questo, infondendo anche negli altri la giusta dose di ottimismo. È sempre dura, ma so di non essere sola.

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