Cooperazione & Relazioni internazionali

Kiev autorizza la marcia della pace del prossimo 11 luglio

Ieri, 15 giugno, è stata una giornata ricchissima di incontri per il gruppo del Movimento, ricevuto con i crismi di una delegazione diplomatica. Con la vicesindaca di Kiev Maryna Khonda, con il vescovo ausiliare di Kiev, padre Olexandr Yazlovetskyy, con il nunzio apostolico in Ucraina, Visvaldas Kulbokas, con l’ambasciatore italiano Pier Francesco Zazo, che è stato informato dell’iniziativa, con l’ambasciatrice croata, Anica Djamic, con il procuratore di Kiev. Come fare per partecipare

di Redazione

La manifestazione nonviolenta del MEAN a Kiev del prossimo 11 luglio, è stata ufficialmente autorizzata dall’amministrazione della città e dalle autorità ucraine. Oggi, 16 giugno, la delegazione in visita in Ucraina, con Angelo Moretti, Marianella Sclavi, Erminio Fonzo, e Tatyana Shyshyniak, dalla capitale farà ritorno a Leopoli. Qui incontrerà le istituzioni locali per verificare la possibilità di far partire anche un secondo gruppo di 150/200 attivisti in marcia per la pace, diretto a Leopoli. Si tratterebbe dunque di due manifestazioni in contemporanea, nelle due città ucraine.

Ieri, 15 giugno, è stata una giornata ricchissima di incontri per il gruppo del Movimento, ricevuto con i crismi di una delegazione diplomatica. Con la vicesindaca di Kiev Maryna Khonda, si è discusso dell’organizzazione della manifestazione dell’11 luglio. A causa dei limiti dei rifugi antimissili, la manifestazione potrà riguardare solo 150 persone del MEAN più altrettante circa della società civile ucraina. Si è parlato anche degli altri due impegni: i campi solari in Italia per bambini e i gemellaggi. L’amministrazione ha fornito una lista di 78 persone, 20 nuclei familiari, con vedove ed orfani di caduti della resistenza, che verranno in Italia ospiti dei Comuni del Welcome per un mese. La partenza di questo primo gruppo è prevista per fine giugno, poi ce ne sarà un’altra a fine luglio. Per i gemellaggi tra città europee e ucraine, il Comune di Kiev, che ha anche la presidenza dell’associazione dei comuni ucraini, si è detto estremamente interessato e nei prossimi giorni seguiranno dei passi formali.

Dopo l’incontro con l’amministrazione comunale, il MEAN ha avuto cinque confronti decisivi: con il vescovo ausiliare di Kiev, padre Olexandr Yazlovetskyy, con il nunzio apostolico in Ucraina, Visvaldas Kulbokas, con l’ambasciatore italiano Pier Francesco Zazo, che è stato informato dell’iniziativa, con l’ambasciatrice croata, Anica Djamic, con il procuratore di Kiev. Da tutti la delegazione ha appreso punti di vista e ricevuto endorsement a perseguire nell’intento di un ponte tra le due società civili per chiedere all’Europa di essere leader della pace. L’ambasciatore italiano ha formalmente sconsigliato la presenza in Ucraina, ma nella consapevolezza di non poter intervenire sulla volontà di costruzione dal basso della società civile.

Il luogo della manifestazione dell’11 luglio sarà tenuto nella massima segretezza fino al giorno stesso. Oltre a diversi momenti assembleari e artistici, ci si dividerà in gruppi di lavoro, perché oggi europeo stringa rapporti di amicizia singolarmente con gli ucraini presenti, in un rapporto intimo. Nei gruppi si parlerà di come mettere in salvo i bambini, le opere museali aggredite, i sofferenti psichici, come innovare i sistemi di soccorso, e di come si potrebbe costruire un processo di pacificazione. Si sta tentando di proporre un'altra manifestazione a Leopoli, per altri 150 marcianti.

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