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La nave di Greenpeace verso a Doha

Arrivata sul posto, saliranno a bordo rappresentanti delle comunita' locali e indigene dei 5 continenti che sono minacciate dalla politica del WTO

di Riccardo Bonacina

La nave ammiraglia di Greenpeace, la Rainbow Warrior, partita dagli Stati Uniti il 15 settembre, ha attraversato lo Stretto di Suez e si sta dirigendo a Doha, in Qatar, dove si terra’ la riunione del WTO (World Trade Organisation).Arrivata sul posto, saliranno a bordo rappresentanti delle comunita’ locali e indigene dei 5 continenti che sono minacciate dalla politica del WTO. “La Rainbow Warrior servira’ a garantire a coloro che sono piu’ toccati dalle decisioni del WTO e sono spesso ignorati, di essere ascoltati e a raccogliere maggiore consenso per le nostre raccomandazioni al WTO- ha detto il direttore politico di Greenpeace, R?mi Parmentier, dopo aver incontrato esponenti del WTO a Doha -Ci battiamo per promuovere la cooperazione internazionale e la sicurezza per l’ambiente e lo sviluppo. Le politiche ambientali sono state minacciate per diversi anni dal WTO e bisogna risolvere urgentemente questo problema” Greenpeace chiedera’ al WTO di avviare una completa e trasparente valutazione dell’ impatto sociale e ambientale della propria politica al posto del lancio di un “nuovo round” di liberalizzazione dei mercati come proposto dagli Usa e dall’Unione Europea. Per spiegare gli obiettivi di Greenpeace riguardo al WTO Parmentier ha fatto riferimento all’attuale divieto di importare rifiuti pericolosi, adottato in Libano nel 1997, per proteggere la salute e l’ambiente di questo Paese, potrebbe, ad esempio, essere rimesso in discussione se continuasse a prevalere una politica di liberalizzazione ad ogni costo del WTO. “Non siamo contro il libero commercio internazionale in se’- spiega Parmentier -ma non deve mettere a rischio l’ambiente. Spesso le decisioni prese dagli organismi intergovernamentali sono viziate dal fatto che non tengono conto della realta’ e delle preoccupazioni di chi la subira’. Con la Rainbow Warrior a Doha, Greenpeace ricordera’ ogni giorno che queste preoccupazioni non possono essere ignorate”. Le proposte di Greenpeace al WTO sono contenute in un documento (in inglese) “The Greening of Doha”, all’interno della sezione “Safe Trade in the 21st Century: The Doha Edition “disponibile sul web a: www.greenpeace.org/politics/wto


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