Education & Scuola

Le facce dei contadini e le anonime multinazionali

Castigapiatti di Paolo Massobrio.

di Paolo Massobrio

Viviamo di contraddizioni, ma questa non è una novità. Sui giornali leggiamo che non si arriva alla terza settimana, in quanto a spesa, ma poi l?Istat inserisce nel paniere la Playstation. AI primi di febbraio a Milano si è svolta l?assemblea dei delegati del Bie per valutare la candidatura all?Expo 2015, e durante una relazione del Comitato scientifico è venuto fuori che nei Paesi poveri la spesa alimentare rappresenta l?80% delle risorse di ogni singola famiglia, mentre da noi è intorno al 20%. Un altro dato interessante è che sparisce l?hamburger surgelato (meno male), mentre entra nel paniere il piatto unico, che sta ad indicare un?inequivocabile tendenza. C?è poi un?insistenza, da parte di Coldiretti, che fortunatamente sta prendendo piede: consumare prodotti di stagione e dell?agricoltura di casa propria. Beh, il risparmio è assicurato, ma non solo quello, visto che si guadagna in sapore e in salute. Mangiare a chilometri zero sta diventando un?opportunità, anche perché le ciliegie a febbraio costano 28 euro al chilo. E questa è un?altra contraddizione di un Paese che si piange addosso, ma non rinuncia a un cellulare per ogni componente del nucleo familiare. In ogni caso è bene ribadire che l?alleanza forte tra consumatori e produttori, la reciproca conoscenza, può essere uno sberleffo allo strapotere della grande distribuzione, che con i suoi servizi ci ha fatto infilare nel paniere anche l?insalata lavata, e l?Unione Europea. Già, l?ultima è che la legge sulla tracciabilità dell?olio non va bene. E non avevamo dubbi, visto che le multinazionali dell?olio, che non vogliono far sapere da dove arriva la materia prima, sono di casa a Bruxelles. E mentre qui da noi si fa una legge, c?è subito qualcuno che da un?altra parte è pronto a disfarla. Con uno scopo: non far sapere al consumatore ciò che mangia. Per questo – ha ragione Coldiretti – conviene che ci si guardi in faccia. I contadini hanno una faccia, le multinazionali no. E non solo loro, ma neppure i loro prodotti, che restano un mistero, ammantato di buona pubblicità.


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