Welfare

Le toghe dei bambini

Giustizia. In aumento le critiche ai Tribunali dei minori. Sono fondate?

di Giampaolo Cerri

Processo alla giustizia minorile. Recentemente le pagine dell?Unità hanno ospitato una serie di duri attacchi ai Tribunali dei minori: «Califfati in terra cristiana» li ha definiti un?avvocatessa siciliana. Nel mirino il ?potere? dei giudici minorili, soprattutto in relazione all?allontanamento dei minori a rischio dalla famiglia d?origine. Gianni Giardi, portavoce del Comitato dalla parte dei bambini, è insorto scrivendo una dura lettera al giornale: «Sui tribunali minorili vi sbagliate». Ma davvero va tutto bene nelle aule della giustizia minorile? «La mia non è certamente una difesa a oltranza e d?ufficio dei tribunali – risponde Giardi – obiettivamente ci sono cose che non vanno. Ma pensare di abolirli in quanto tali è pura follia!». Uno dei limiti della giustizia minorile, secondo Giardi, è costituito dal fatto che troppi problemi che riguardano i bambini vengono trattati altrove, come nel caso delle separazioni e dei divorzi. Ambiti della giustizia civile dove troppo spesso la necessaria attenzione manca. «La proposta di un tribunale unico per i problemi dei minori e della famiglia, formulata in passato, mi sembra ancora oggi valida» dice. Certo, non tutto va come dovrebbe: «Ci sono giudici scarsamente attenti al lavoro svolto dai servizi sociali – ammette – che pretendono di giudicare dalle carte e dalle parti, che ignorano la famiglia affidataria. Ma si tratta di eccezioni». In concreto, la difficoltà maggiore deriva dalla frequente rotazione dei magistrati in relazione alla loro carriera: «Non è detto che un ottimo giudice civile sia anche un buon giudice minorile – dice il portavoce del Coordinamento -, il giudizio sui minori è anomalo: qui, più che altrove, non c?è solo da giudicare sui fatti, ma si deve tener conto di una persona ?speciale?, cioè il bambino, del suo futuro, di un percorso educativo possibile». E invece nella formazione della magistratura non c?è un?attenzione specifica alle tematiche minorili. «Direi che è necessario introdurre un vero e proprio obbligo di formazione e aggiornamento per chi voglia intraprendere la carriera del giudice minorile», avverte Giardi. Ancora maggiori perplessità destano i giudici onorari, esperti ?a latere? (psicologi, pedagogisti, eccetera) nominati dal Tribunale per coadiuvare l?azione dei giudici ?togati?. «Spesso si tratta di notabili troppo lontani dalla realtà», dice il portavoce del Coordinamento. «Sarebbe senz?altro meglio interpellare più frequentemente persone con un?esperienza concreta in questo specifico campo, provenienti magari dai servizi, dall?associazionismo e dal ricchissimo mondo del volontariato».


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