Verso i 30 anni, le copertine cult

Lo sguardo di VITA per l’Africa

Il 25 e 26 ottobre la nostra testata festeggerà i 30 anni con un evento di due giorni alla Fabbrica del Vapore di Milano (“E noi, come vivremo?”). Ci avvicineremo al compleanno riprendendo alcuni dei contenuti che hanno segnato la nostra storia e quella del Terzo settore e del sociale italiano. Oggi riproponiamo una copertina del 2007 che richiama quella del numero del magazine di giugno

di Stefano Arduini

Giuseppe Frangi, allore direttore di VITA, nel numero 32/33 dell’agosto 2007 decise di uscire con un servizio di copertina titolato “Africa i volti della rinascita”: l’economia,i media, l’arte, il cinema, i nuovi imprenditori, la crescita di Internet; un rapporto completo sull’Africa, continente in movimento. Un approccio che si lega a filo doppio con quello che ci ha ispirati per costruire VITA magazine di giugno 2024. Di seguito l’editoriale di Frangi del 2007. Vi assicuro: merita di essere riletto.

Quello di VITA per l’Africa è uno sguardo probabilmente insolito perché prescinde da quell’apriori “commiserante” o “esotizzante” a cui tutti i media fanno ricorso quando parlano del continente nero. Come ha scritto con legittimo sarcasmo Binyavanga Wainaina, scrittore e giornalista keniano, quando si parla di Africa vigono alcune regole tacite: «Mai mettere in copertina (ma neanche all’interno) le foto di un africano ben vestito e in buona salute». E poi ancora: «Soggetti vietati: scene di vita quotidiana, amore tra africani, riferimenti a scrittori e intellettuali, cenni a bambini secolarizzati che non soffrano di framboesia, Ebola o abbiano subito mutilazioni genitali». Come potete notare, anche solo scorrendo le immagini di questo numero, a partire da quella felice e piena di vitalità della copertina, per una volta abbiamo voluto smentire Wainaina. L’Africa che vi scorre sotto gli occhi è una realtà vitale, tumultuosa, in crescita a volte dirompente. È soprattutto una realtà che cammina con le sue gambe e che non sta certo aspettando la buona volontà dell’Occidente per rimettersi sulla giusta strada.

«Occidentali, smettete di salvare l’Africa», ha gridato un altro intellettuale, Uzodinma Iweala, giovane ma lanciatissimo scrittore nigeriano. È un cambio di prospettiva sorprendente quello che viene chiesto a gran voce e da più voci. Ha scritto Ideala: «… Noi africani, che pure siamo esseri umani in carne ed ossa, veniamo usati al servizio delle fantasie proiettate dall’Occidente su se stesso. Queste descrizioni, oltre a passare sotto silenzio il ruolo preminente del mondo occidentale in molte delle situazioni più disastrose del continente, ignorano il lavoro incredibile che gli africani hanno compiuto e continuano a compiere per risolvere i loro problemi».


I problemi restano, in tanti casi hanno dimensioni tragicamente epocali, ma il modo migliore per affrontarli è quello di riconoscere finalmente che le energie vitali endogene stanno sempre più permettendo all’Africa di camminare con le sue gambe. E questo il messaggio che ci arriva e che non possiamo non raccogliere, come dimostrano i tanti protagonisti della cultura e della società africana chiamati a collaborare a questo numero. «C’è un’Africa in movimento che negli ultimi anni si è rimessa in marcia», assicura Jean Leonard Touadi, presentando il progetto Afro di cui anche Vita è partner. Ci auguriamo che queste pagine la raccontino fedelmente, suscitando nei lettori interesse e passione per questo “nuovo” sguardo.

Il numero di giugno del magazine è dedicato all’Africa. Se sei abbonata o abbonato a VITA leggi subito “Un’Africa mai vista” (e grazie per il supporto che ci dai). Se invece vuoi abbonarti, puoi farlo da qui.


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