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Ma il Canetti genio è un altro

Autobiografie: gli anni inglesi di Elias Canetti

di Andrea Leone

Elias Canetti non è solo il geniale studioso di Massa e Potere e il grande testimone del Novecento della sua autobiografia, è soprattutto l?autore di uno dei romanzi chiave del secolo, Auto da fè, gigantesco e ossessivo libro sulla follia e la negazione del mondo come strumenti di difesa dalla violenza e dal potere. Tra gli anni 60 e gli anni 80 l?Adelphi ci fece conoscere questo grande insieme ad altri autori cruciali dell?area austriaca, colmando una gravissima lacuna della cultura italiana, che nel dopoguerra era ancora alle prese con puerili e degradanti dibattiti ideologici sul neorealismo e simili, e ignorava persino l?esistenza di nomi capitali come Musil, Hermann Broch, Buchner, insomma la vera letteratura. Negli ultimi anni l?Adelphi ha esaurito questo ruolo storico e ci propone romanzi e autori di minore valore, soprattutto di area anglosassone, a volte ripescando cose che sarebbe stato meglio ignorare per sempre. In Party sotto le bombe Elias Canetti rievoca i lunghi anni trascorsi a Londra, dove si rifugiò negli anni 30 per sfuggire al nazismo imperante. L?opera, postuma, ci viene presentata come il frutto di un ?lavoro filologico?, ma l?operazione resta discutibile. Se qua e là possiamo leggere pagine di indubbio interesse, nel complesso si ha l?impressione che questo non sia un libro di Canetti, ma un taccuino di schizzi da elaborare completamente, e come antidoto gli antichi estimatori sentiranno il bisogno di riprendere in mano i suoi capolavori. Acuto nel recensire il meccanismo della società inglese e il carattere degli inglesi, il libro è un reportage fatto di ritratti e notazioni anche notevoli, ma manca di pensiero e di unità: l?Inghilterra non è il mondo di Canetti e a volte la sua voce pare irriconoscibile, come quando riferisce l?astio nei confronti di Eliot o ci informa della sua avventura erotica con Iris Murdoch. Canetti mostra un duplice atteggiamento nei confronti del Paese che lo ospita. Da un lato ammira il coraggio dimostrato contro Hitler e durante la seconda guerra mondiale, la fierezza, l?abnegazione del popolo inglese, e l?accoglienza che gli ha riservato salvandolo dagli orrori della storia. Dall?altro lato lo scrittore austriaco (bulgaro di nascita, spagnolo di origine, tedesco di formazione) muove pesanti critiche nei confronti della società inglese, attaccando soprattutto l?aridità, la calcolata e programmata aridità e la freddezza di questo popolo, la sua superbia e il suo sistema di caste chiuso e spietato.

  • Party sotto le bombe di Elias Canetti Adelphi, pp. 250, euro 18

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