Sezioni

Attivismo civico & Terzo settore Cooperazione & Relazioni internazionali Economia & Impresa sociale  Education & Scuola Famiglia & Minori Leggi & Norme Media, Arte, Cultura Politica & Istituzioni Sanità & Ricerca Solidarietà & Volontariato Sostenibilità sociale e ambientale Welfare & Lavoro

Solidarietà & Volontariato

Mary Robinson agli Usa: sospendete gli attacchi

Il Commissario per i diritti umani dell'Onu denuncia l'impossibilità di aiutare i civili sotto le bombe

di Gabriella Meroni

Il Commissario per i diritti umani dell’Onu Mary Robinson ha chiesto oggi una sospensione degli attacchi aerei contro l’Afghanistan per fornire aiuto ai civili prima dell’arrivo dell’inverno. Parlando alla radio di stato irlandese, ha detto che la situazione per i civili in Afghanistan è “disperata”. “Questo è l’interesse delle agenzie umanitarie … l’urgenza disperata adesso è l’uso di questa finestra fino a circa il 15, 16 novembre quando le nevi dell’inverno impediranno l’accesso e le persone congeleranno e moriranno di fame perché non avranno cibo, né protezione” ha detto. “Dobbiamo fare una pausa per consentire alle missioni umanitarie di entrare e aiutare un certo numero di afghani a superare le frontiere”. Gli Stati Uniti hanno condotto stanotte la quinta ondata di attacchi con un assalto contro obiettivi Talebani per il loro rifiuto di consegnare Osama bin Laden, il primo sospettato degli attacchi dell’11 settembre a New York e Washington. Robinson, ex presidente dell’Irlanda, ha detto che c’è l’opportunità di salvare molte vite, ma che la variabile chiave è il tempo. “Quello che posso dire è che la situazione è disperata per centinaia di migliaia — forse più di due milioni — di civili afghani che hanno un disperato bisogno di cibo – è terribile che 6mila persone siano state uccise nei terribili eventi dell’11 settembre, ma dobbiamo avere lo stesso sentimento nei confronti del popolo afghano” ha aggiunto. Robinson ha detto che è importante anche che gli attacchi militari siano limitati a obiettivi precisi che non mettano i civili a rischio. Alla domanda se fosse soddisfatta che l’attuale strategia militare fosse questa, ha detto: “E’ molto difficile da dire, non abbiamo molto accesso”.


Qualsiasi donazione, piccola o grande, è
fondamentale per supportare il lavoro di VITA