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Milioni di poveri in più dopo 11 settembre

Il calcolo è di Deepa Narayan, della banca mondiale per la riduzione della poverta'

di Gabriella Meroni

Gli attentati alle Torri Gemelle e la crisi economica che ne e’ derivata ”hanno creato dieci milioni di poveri in piu”’. La conferma arriva da Deepa Narayan, della banca mondiale per la riduzione della poverta’, che in una ricerca sulla poverta’ condotta in 23 paesi diversi sottolinea come ”la poverta’ ha molte dimensioni, che si combinano in maniera tale da creare e da mantenere uno stato di impotenza, in cui manca la liberta’ di espressione, di azione e di scelta. I poveri si misurano tutti i giorni con la propria impotenza, nei confronti dei soprusi dei datori di lavoro o dell’indifferenza dei funzionari pubblici. Questa impotenza costringe i poveri a scelte laceranti, fra la fame e un lavoro pericoloso, fra mandare un figlio a scuola e dare da mangiare alla famiglia”. Secondo la Narayan la poverta’ non e’ soltanto una questione di reddito, ma di benessere che ha numerose dimensioni, sia materiali che psicologiche: ”benessere significa pace dell’animo -dice Narayan- buona salute, appartenenza a una comunita’, sicurezza, liberta’ di scelta e di azione, una fonte di reddito stabile e cibo. Viceversa, i poveri descrivono il malessere come una mancanza di beni materiali, ma anche con riferimenti alle condizioni ambientali, alla salute, al lavoro. Un senso di impotenza, la senzazione di essere senza voce, e la paura per il futuro sono sentimenti diffusi. La malattia, inoltre, e’ particolarmente temuta e la mancanza di una assitenza sanitaria accessibile costringe molte famiglie all’indebitamento e alla miseria”.


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