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Morto padre Koch, il sacerdote svizzero dei rifugiati

Impegnato nell'aiuto ai clandestini che passano il confine italo-svizzero, era amico di don Franco Beretta, il prete assassinato da un marocchino a Ponte Chiasso nel 1999

di Gabriella Meroni

È deceduto ieri per una grave malattia padre Cornelius Koch, sacerdote svizzero da molti anni impegnato nell’aiuto ai clandestini e rifugiati che ogni giorno tentano di passare il confine svizzero alla frontiera comasca. Di origine svizzero-rumena, il gigante buono dei rifugiati (era un omone alto e massiccio, dall’energia inesauribile) aveva lavorato per anni insieme a un altro religioso amico degli immigrati, l’italiano don Franco Beretta parrocco di Ponte Chiasso, che venne ucciso nel gennaio del 1999 da un extracomunitario cui aveva dato ospitalità nella sua chiesa. Padre Koch aveva istituito in Canton Ticino, appena dopo il confine italiano, un ufficio di accoglienza per rifugiati, ed era anche attivo nella sensibilizzazione politica delle autorità elvetiche, da sempre molto rigide sulle questioni di cittadinanza. Dopo la morte di don Franco Beretta, padre Koch si era impegnato a raccoglierne l’eredità spirituale. Riuscendoci, con la sua consueta irruenza e giovialità, fino a ieri.


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