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Nuovo processo per MIcrosoft davanti a Commissione Ue

Per violazione delle norme della concorrenza

di Gabriella Meroni

Nuovo procedimento nei confronti di Microsoft. La Commissione europea ha comunicato alla Microsoft Corporation di ritenere che ”avrebbe violato le norme europee sulla concorrenza, ricorrendo a pratiche illegali per estendere anche al mercato dei sistemi operativi per server di fascia bassa la posizione dominante che gia’ detiene sul mercato dei sistemi operativi per personal computer”. I server di fascia bassa sono server meno costosi impiegati normalmente per la memorizzazione di file e la condivisione di stampanti nonche’ come server Web. Nella comunicazione, la Commissione accusa inoltre la Microsoft di praticare illegalmente la vendita abbinata del programma Media Player con il sistema operativo Windows, sistema dominante sul mercato. Il commissario europeo alla concorrenza, Mario Monti, ha dichiarato: ”Dalle reti di server dipende il futuro del Web e tutti gli sforzi devono essere diretti a prevenire la loro monopolizzazione mediante pratiche illegali. Anche sul mercato dei media players la Commissione vuole impedire ogni distorsione della concorrenza. Questi prodotti non solo rivoluzioneranno il modo di sentire la musica e di vedere i video ma avranno un ruolo importante nel rendere piu’ attraente il contenuto di Internet e il commercio elettronico. La Commissione e’ determinata a far sl che Internet rimanga un mercato competitivo a tutto vantaggio dell’innovazione e dei consumatori”. L’attuale comunicazione degli addebiti integra una precedente comunicazione, inviata alla societa’ un anno fa, e aggiunge nuovi elementi ai timori espressi dalla Commissione che l’operato della Microsoft possa essere d’ostacolo all’innovazione e limitare la scelta dei consumatori. La comunicazione degli addebiti ha una misura formale nella procedura antitrust europea e non anticipa l’esito definitivo del procedimento. Il provvedimento della Commissione fa seguito ad un’approfondita indagine sul sistema operativo Windows 2000, che la Microsoft ha lanciato sul mercato nel febbraio 2000. La Microsoft detiene una schiacciante posizione dominante sul mercato dei sistemi operativi per personal computer (PC) oltre ad avere una quota molto cospicua sul mercato dei sistemi operativi per server di fascia bassa. Oggi i PC sono in gran parte integrati in reti gestite da server, e l’interoperativita’ – ossia la capacita’ dei PC di comunicare con i server – costituisce la base per il cosiddetto network computing. ”Dato -sostiene la Commissione – che gli ambienti PC e server sono basati in prevalenza su Windows, per garantire l’interoperativita’ dei software per server prodotti da altre societa’ e’ necessario disporre delle informazioni tecniche relative all’interfaccia. In mancanza di queste informazioni, verrebbero meno le condizioni di parita’, in quanto le altre societa’ di software si vedrebbero artificialmente private della possibilita’ di concorrere con la Microsoft semplicemente sulla base dei meriti tecnici del proprio software per server”. Inoltre, la Commissione ”ha motivi per ritenere che la Microsoft abbia negato alle altre societa’ di software per server informazioni chiave sull’interoperativita’ di cui esse hanno bisogno per fare ‘parlare’ i loro prodotti con i prodotti Microsoft dominanti nel settore dei software per server e per PC. La Microsoft si e’ avvalsa di una doppia strategia, rifiutandosi, da un lato, di rivelare le informazioni tecniche pertinenti e attuando, dall’altro, una politica di comunicazione discriminatoria e selettiva basata sullo schema ‘alleato-nemico”’. La Commissione ritiene inoltre che la Microsoft, per rafforzare questa strategia di estensione della sua posizione dominante dal settore dei PC a quello dei server, sia ricorsa a pratiche abusive nella concessione delle licenze per Windows 2000. Secondo lo schema Microsoft, nel caso in cui i clienti rifiutino il pacchetto completo Microsoft per PC e server, e decidano invece di servirsi di prodotti per server concorrenti, essi sono costretti a sopportare un doppio costo. Questa politica ha l’effetto di spingere artificialmente i consumatori finali verso i prodotti per server della Microsoft, limitandone quindi le possibilit` di scelta. La Commissione ritiene inoltre che, integrando il proprio nuovo programma Media Player nel sistema operativo Windows per PC, la Microsoft avrebbe agito illegalmente.


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