Politica & Istituzioni

Obama e Huckabee: l’Iowa sceglie i due pasionari della politica

L'America alle primarie boccia la Clinton e Romney. «Persone normali insieme possono fare cose straordinarie» ha commentato Obama

di Alessandra Marseglia

E’ un secco verdetto contro il nepotismo della politica e il potere che deriva dal denaro quello che arriva dall’Iowa nella prima tappa di queste lunghe primarie Usa. La sonora sconfitta di Hillary Clinton (29%), data per favorita e piazzatasi invece solo terza dietro anche all’outsider John Edwards (30%), e del miliardario mormone Mitt Romney (25%) a oltre 9 punti da Mike Huckabee (34%)è per tutti i commentatori la sconfitta della politica arrogante e presuntuosa, quella che pensa di avere un ?diritto? a governare solo in virtù di agganci politici e conti milionari.

E invece gli americani oggi sembrano avere voglia di una politica delle idee e della partecipazione, della ?speranza? più volte citata da Barack Obama (38%) e del ?noi invece dell’io? continuamente ripetuto dal reverendo Mike Huckabee.

«Hanno detto che puntavamo troppo alto, hanno detto che il Paese era troppo diviso, ma oggi, in questo giorno storico, voi avete fatto quello che dicevano era impossibile» ha detto Barack Obama nel suo appassionatissimo discorso successivo ai risultati. In effetti, il vero protagonista di questa prima giornata di voto è proprio il senatore dell’Illinois; il suo entusiasmo, presto bollato da molti come candore dell’inesperienza oggi conquista l’inconquistabile, ovvero tanti democratici (oltre 220mila in Iowa, più del doppio rispetto alle scorse primarie 2004), ma, secondo i commentatori, anche molti indecisi e sicuramente qualche repubblicano.

Figlio di madre bianca e padre keniota, cresciuto nelle Hawaii e in Indonesia, laureato ad Harvard e poi avvocato per i diritti civili, il 47enne Obama incarna il volto dell’America che vuole scollarsi di dosso 7 anni di pesante amministrazione Bush. «Hanno tentato di fermarci ? ha detto ieri alludendo nemmeno poco velatamente alla nemica dichiarata Hillary Clinton ? con i loro soldi e i loro agganci. Hanno detto che non era il nostro momento, che era troppo presto, ma io dico invece che questo è il momento in cui tutto comincia, questo è il momento in cui possiamo tornare a credere nel cambiamento e far partecipare alla politica la gente che non ha mai partecipato. Perché sono convinto che persone ordinarie insieme possono fare cose straordinarie».

E l’elenco delle cose straordinarie per il senatore dell’Hillinois comincia con il ritiro immediato dall’Iraq, una guerra che a differenza della Clinton Obama ha sempre osteggiato; tra i punti del suo programma ci sono anche più risorse per l”istruzione e costi più bassi per la sanità, gratuita per tutti i bambini (ma non per tutti, solo Edwards tra tutti i candidati, pensa ad una sanità pubblica). «Le multinazionali dell’health care non detteranno più l’agenda politica ? ha tuonato nel suo discorso delle scorse settimane a Seattle ? ma saranno i bisogni della gente a essere al primo posto». Obama cavalca come tutti i democratici il tema dell’energia pulita e della lotta al global warming e sull’immigrazione è favorevole ad una difesa dei confini ma pensa pure ad una progressiva integrazione dei clandestini, a patto che imparino l’inglese e non abbiamo precedenti penali.

Di tutt’altro avviso l’attuale sfidante Repubblicano, Mike Huckabee, che è promotore di una legge tra le più oscurantiste in tema di immigrazione. Come governatore dell’Arkansas, infatti, ha negato il diritto ai figli di clandestini ad usufruire di qualunque diritto, perfino quelli primari all’istruzione e alla sanità. Pastore Battista, mette la fede ?al centro della vita? ma crede al ?valore della testimonianza?, più che ad una religione di Stato; contrario all’aborto e favorevole ad una rivisitazione della legge, crede nel libero mercato anche per quel che riguarda l’healthcare e sembra dunque intenzionato a non modificare lo status quo, solo renderlo ?più efficiente?. Sull’Iraq, Huckabee, che aveva votato a favore dell’invasione e anche di un successivo incremento delle truppe inviate, non pensa ad un ritiro immediato, comunque ?non prima che il generale Petreus, capo delle forze in Iraq? non lo ritenga necessario.

Nei programmi, insomma, Obama e Huckabee non potrebbero essere più distanti, ma oggi in Iowa sono più simili che mai. Il loro entusiasmo ha risvegliato l’America; la strada delle primarie è lunga e quella della Casa Bianca ancora di più, ma oggi negli Usa e nel mondo è un giorno di speranza per chi crede nella politica delle idee e dei valori.Obama e Huckabee: l’Iowa sceglie i pasionari della politica


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