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Economia & Impresa sociale 

Ok, il marchio è giusto

Nasce Consortium, la prima catena di negozi che esporrà i prodotti delle imprese sociali. Nella speranza che il “franchising solidale” possa creare mille posti di lavoro.

di Massimiliano Franceschetti

Marmellata, miele, formaggi e salumi. Ma anche pasta, sughi in scatola e dolci artigianali. Tutto con un marchio di qualità comune: Consortium. Dal prossimo anno, sugli scaffali di alcuni negozi appositamente creati e in alcuni punti vendita di grandi magazzini compariranno queste nuove leccornie. Che cosa hanno di originale? Saranno tutte prodotte da imprese sociali e messe in vendita con una rete di locali in franchising (con le stesse insegne e allestiti nel medesimo modo come, per esempio, i negozi del Tucano e di Benetton). L?idea, il primo tentativo su scala europea, che non ha niente a che vedere con iniziative tipo quella del ?mercato dei malati? di Privat assistenza descritta nel n.46 di Vita, è venuta al Coin (Consorzio cooperative integrate) di Roma che, nell?ambito del programma Horizon occupazione, cofinanziato dal ministero del Lavoro e dall?Unione Europea (il progetto Consortium ha un budget complessivo di circa 900 milioni), ha deciso di imprimere una svolta all?operato delle imprese sociali, spingendole sulla via dell?autoimprenditorialità. Secondo le previsioni, se tutto filerà liscio e buono sarà il gradimento dei prodotti, il meccanismo del franchising potrebbe creare fino a mille posti di lavoro nei prossimi anni fra attività di produzione, distribuzione, fornitura e vendita. «Per ora il nostro obiettivo», spiega Maurizio Marotta, presidente del Consorzio, «è quello di valorizzare e in un certo senso innovare il lavoro dei disabili impiegati nelle cooperative. Molto spesso, il fatto che il lavoro delle coop dipenda strettamente dalle commesse pubbliche e quindi da costi tendenti al massimo ribasso, impedisce il salto di qualità di chi opera in questo settore. Servono quindi nuove idee e il coraggio di lanciarsi nel commercio, distribuendo prodotti di qualità legati, per quanto possibile, a nicchie di mercato. Questo progetto permetterà anche di ricollocare sul mercato alcune cooperative di produzione schiacciate dalla concorrenza». Il primo negozio (150 metri quadrati di superficie a un canone scontato dell?80 per cento in quanto attività sociale) sarà aperto nel centro di Roma, in via Milano. A questo ne faranno seguito altri 5 o 6 nel giro di un paio di anni, ma soprattutto saranno realizzati tanti piccoli punti vendita, i cosiddetti ?corner?, all?interno di grandi magazzini. «L?assessorato comunale al Commercio di Roma», continua Marotta, «sta ora selezionando negozi che, indipendentemente dalla tabella merceologica, vogliano avere al loro interno ?corner? per la vendita di prodotti griffati Consortium». A gestire la distribuzione commerciale degli agro-alimentari ?solidali? dovrebbe essere una società per azioni partecipata da cooperative e da Gestifom spa, il fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo legato a Legacoop, e con un capitale sociale di circa un miliardo. Il Consorzio farà anche corsi di formazione per preparare figure di addetti commerciali e svolgerà attività di tutoraggio e assistenza, in particolare per l?area marketing, per le cooperative che decideranno di entrare a vario titolo nel commercio del marchio Consortium. Con le cooperative del Coin collaborano anche alcuni partners stranieri che vivono esperienze simili: la Sinpromi in Spagna, la Awiph in Belgio e l?Arpht in Francia.


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