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Onu critica accordo Amato-Blair sugli immigrati

La Commissaria Mary Robinson ammonisce i leader europei a non chiudere le porte agli stranieri

di Gabriella Meroni

L’Europa deve portare avanti una politica di accettazione dei profughi e non chiudersi come una fortezza nei confronti degli immigrati. L’appello è stato lanciato dal commissario per i Diritti umani Mary Robinson ai leader europei in vista della conferenza Onu su razzismo, xenofobia e intolleranza che si aprirà a Durban, in Sudafrica, alla fine di agosto. Dalla conferenza, secondo le intenzioni del Palazzo di vetro, dovrebbe uscire una “Magna Charta” per le vittime di intolleranza e razzismo. Robinson ha puntato il dito contro l’accordo siglato il 4 febbraio da Giuliano Amato e Tony Blair. Secondo il commissario, i capi di governo italiano e inglese hanno affrontato soltanto la metà del problema sostenendo nella dichiarazione congiunta la necessità di una normativa penale europea contro il traffico di esseri umani. Nel mirino anche le dichiarazioni del ministro dell’Interno inglese Jack Straw che ha chiesto nei giorni scorsi l’istituzione di una sorta di graduatoria internazionale che, partendo dai “Paesi sicuri” i cui fuoriusciti non possono aspirare alla concessione di asilo politico, arrivi fino a quelli guidati da regimi oppressivi i cui fuoriusciti entrerebbero automaticamente a far parte dell’elenco degli aspiranti alla concessione dell’asilo politico. Robinson ha ammonito gli europei a non cedere alla tentazione di riscrivere la convenzione delle Nazioni Unite sui Profughi (siglata nel 1951), in base alla quale nessun Paese deve respingere una persona che abbia fondati timori di essere perseguitata in patria. Il commissario ha poi ammesso l’esistenza di problemi legati al traffico di esseri umani, ma ha messo in guardia l’Europa da una politica di chiusura. “Sono preoccupata – ha detto – per la crescente tendenza verso l’allestimento di una fortezza Europa, in una fase storica in cui non avrebbe senso, di fronte all’invecchiamento della popolazione europea e della necessità di forza lavoro”. Negli ultimi anni i Paesi europei hanno cercato di ridurre il flusso di immigrati: 250.000 persone hanno chiesto asilo in Europa nel solo 1999. Tuttavia gli imprenditori di molti Paesi europei lamentano la mancanza di manodopera e chiedono che siano riviste le politiche nazionali sui flussi migratori.


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