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Raspelli: non c’è solo il lardo di colonnata

Il più famoso gourmet d’Italia nel Comitato voluto da Pecoraro Scanio per difendere e valorizzare i prodotti tipici del Bel Paese.

di Roberto Formica

Quest?anno ci ritroveremo in tavola un nuovo garante della qualità dei nostri piatti e di quelli che varcano la frontiera per compiacere il palato di stranieri innamorati delle ghiottonerie dello Stivale. Non si tratta del solito pool di esperti di marketing e dintorni o di pubblicitari stile yuppies, bensì di un autorevole ?Comitato per la valorizzazione del patrimonio alimentare italiano?, l?ultimo atto di Alfonso Pecoraro Scanio prima di abbandonare la poltrona di ministro. La nuova creatura delle Politiche Agricole vedrà al lavoro parlamentari, rappresentanti di altri dicasteri (Sanità e Cultura) e delle organizzazioni professionali, nonché esperti del settore, i quali rimarranno in carica per tre anni. Tra gli altri, il critico gastronomico più famoso d?Italia Edoardo Raspelli, il presidente dell?Istituto Nazionale di Sociologia Rurale Corrado Barberis, l?enogiornalista Paolo Massobrio e i ristoratori Alfonso Iaccarino e Gianfranco Vissani. Vita ha intervistato Edoardo Raspelli sullo stato di salute del nostro consumo gastronomico. Vita: Questa nuova istituzione conferma la crescita del fenomeno enogastronomico italiano nel mondo. È solo una questione di marketing della tavola del Bel Paese? Edoardo Raspelli: Assolutamente no. La nascita del Comitato è la conseguenza di una direttiva prevista dall?ultima legge finanziaria. Bisogna fare chiarezza su molti aspetti della normativa italiana circa la produzione alimentare e la tutela dei prodotti tipici. Il compito cui siamo chiamati è promuovere azioni di studio e ricerca del patrimonio alimentare italiano, collaborare con regioni e province autonome nel censimento delle produzioni alimentari tipiche italiane, tutelarne, valorizzarne e diffonderne la conoscenza in Italia e nel mondo. Vita: Che voto dà al consumatore medio italiano? Raspelli: Sta cominciando lentamente ad acquisire un giudizio critico nel riempire la borsa della spesa, impara a distinguere il pesce pescato da quello d?allevamento, l?aceto balsamico tradizionale di Modena da quello industriale. Questo Comitato nasce proprio per aiutare il consumatore a crescere. Certo, il lardo di Colonnata rischia di trasformarsi in moda gastronomica, ma oramai tutti hanno capito che è meglio aspettare gli asparagi ad aprile piuttosto che cercarli a dicembre? Vita: Se il consumatore sta imparando a giudicare ciò che mangia, perché cresce sempre più l?industria e della grande di distribuzione? Raspelli: Tutti, per le contingenze più varie, siamo costretti a servirci al supermercato per la spesa quotidiana, ma, appena ci è possibile, prendiamo l?auto e facciamo cento e più chilometri per acquistare in loco i prodotti del nostro grande artigianato alimentare. Vita: Lei dove fa la sua spesa di qualità? Raspelli: Io mi foraggio a Mozio di Crodo, sopra Domodossola, dove trovo prodotti sani e golosi: burro, formaggi d?alpeggio e salumi eccezionali. Vita:Pizza, spaghetti e mandolino: l?italiano è etichettato all?estero con i prodotti gastronomici della sua terra. Ma gli attacchi non mancano: pasta e fragole insegnano? Raspelli: Scontiamo il fatto di essere una nazione relativamente giovane e poi siamo vittima del nostro provincialismo. Se sui giornali appare una notizia allarmante ne va verificata subito la fondatezza e poi continuare per la propria strada. Vita: Esiste una formula? Raspelli: No, ma esistono dei criteri, come quello delle tre ?t?. Vita: Vale a dire? Raspelli: Terra, tradizione e territorio.


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