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Recupero tossicodipendenti in arrivo le nuove norme

Evitare il ripetersi di episodi come quello di Tolentino. È l’imperativo della Conferenza Stato-Regioni. Finalmente fissati i requisiti standard

di Redazione

Messo a punto da un gruppo tecnico del ministero della Sanità, con la partecipazione di rappresentanti delle Regioni, un testo per evitare il ripetersi di episodi di comunità lager per tossicodipendenti, come quella recentemente scoperta a Tolentino, in provincia di Macerata. Autorizzazione al funzionamento. È questa la norma prevista dalla revisione dell?intesa Stato-Regioni sugli standard dei servizi delle comunità di recupero per tossicodipendenti, che impedirà nel prossimo futuro il ripetersi di casi come quelli della comunità lager scoperta nel maceratese. Il testo messo a punto da un gruppo tecnico (ministero della Sanità, Regioni) e che attende ora l?approvazione della Conferenza Stato-Regioni, prevede tre livelli di riconoscimento, l?autorizzazione al funzionamento, appunto, atto minimale cui dovrà sottostare chiunque «voglia cooperare al raggiungimento degli obiettivi del Servizio sanitario nazionale per la cura e il recupero dei tossicodipendenti». Per poter accedere, invece, ai finanziamenti del fondo anti droga e regionali e lavorare dunque in regime di accreditamento col servizio pubblico, le comunità dovranno essere iscritte a un appostio albo. L?iscrizione è subordinata al possesso di determinati requisiti: strutturali, funzionali e di personale. Le comunità accreditate dovranno specificare anche il tipo di intervento terapeutico adottato del quale sarà, periodicamente, verificata l?efficacia. Al responsabile della comunità è richiesta la laurea, mentre gli operatori (50 per cento dipendenti e 50 per cento volontari) potranno anche essere ex tossicodipendenti, ma aver terminato da almeno un anno il percorso di recupero e seguito corsi di formazione professionale. Il tossicodipendente che entra in una comunità sarà sottoposto a una valutazione diagnostica da parte di medici e psicologi dal servizio pubblico o autorizzati dalla Regione e verrà informato preventivamente sul tipo di percorso terapeutico che dovrà seguire. La revisione dell?intesa Stato-Regioni sul funzionamento dei servizi privati di assistenza – affermano i rappresentanti delle Regioni che hanno partecipato al gruppo tecnico del ministero della Sanità – erano attesi da tempo, soprattutto per superare quei vuoti normativi entro i quali tante comunità piccole o grandi hanno continuate in questi anni a operare fuori da ogni tipo di controllo.


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