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Ricerca: vietata in Ue quella su clonazione umana

Approvato ieri a Bruxelles il programma quadro sulla ricerca scientifica. Aumentati i fondi di 1000 miliardi di lire

di Gabriella Meroni

Vietata in Europa la clonazione umana a scopo riproduttivo e la creazione di nuovi embrioni ad hoc per la ricerca. L’Unione detta le sue regole nel VI Programma Quadro della ricerca scientifica, approvato ieri dal parlamento di Strasburgo in seduta plenaria. Ed ha deciso di aumentare di mille miliardi di lire – rispetto alla proposta della Commissione – i finanziamenti per i prossimi cinque anni destinati alla ricerca in campo biomedico mirata a trovare nuove terapie per il controllo di malattie ancora incurabili (cancro, Aids, malattie neurodegenerative, cardiovascolari, diabete). ”Il Programma – commenta in una nota l’europarlamentare italiano Giuseppe Nistico’ (PPE) – contiene delle importanti novita’, che segnano un grande passo avanti verso la definizione dei parametri etici che devono accompagnare la ricerca scientifica nei paesi dell’Ue”. Sull’uso di cellule staminali il Parlamento ”si e’ dimostrato a favore della Scienza e delle tecnologie piu’ avanzate quando queste sono finalizzate al bene dell’uomo – prosegue Nistico’ – cioe’ al controllo di malattie ancora incurabili”. Al contrario, l’Europa ha posto chiaramente paletti invalicabili esprimendosi contro la clonazione ‘riproduttiva’. Niente esseri umani ‘fotocopia’, dunque. Nell’approvare la normativa sul finanziamento di ricerche sulle cellule staminali, il Parlamento ha posto ancora una volta dei limiti per gli studiosi. ”Non possono essere finanziate per ragioni etiche, oltre alla clonazione riproduttiva, anche ricerche volte a modificare il patrimonio genetico delle linee germinali dell’uomo – dice l’europarlamentare – dal momento che queste modifiche diventano ereditarie”. Vietati anche gli studi per la creazione di nuovi embrioni – anche con la tecnica del trasferimento nucleare – come sorgente di cellule staminali per la creazione di nuovi tessuti e organi. Al contrario, possono essere finanziate le ricerche su cellule staminali, a seconda del contenuto scientifico degli studi e della situazione legislativa dei Paesi membri. Il Parlamento ha ‘promosso’ uno specifico emendamento presentato da Nistico’, che prevede il finanziamento in via prioritaria di ricerche in cui si usano cellule staminali presenti in tessuti adulti e cellule adulte da ‘riprogrammare’ per farle diventare cellule totipotenti. Inoltre, sono finanziabili ricerche in cui si impiegano linee cellulari esistenti in laboratorio, indipendentemente dalla loro origine. Via libera anche a ricerche su cellule embrionali o fetali provenienti da aborti spontanei o terapeutici. Per quanto riguarda gli studi su embrioni ‘soprannumerari’ (creati in eccesso durante la terapia della sterilita’) ”e’ possibile finanziare solo ricerche scientifiche su cellule staminali di embrioni gia’ esistenti e congelati, quando questi non sono piu’ utili a creare esseri umani e quando altrimenti sono destinati alla distruzione”.


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