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Roma Social Forum/2: Caritas e Acli smentiscono adesione

Il direttore don Vittorio Nozza, dichiara false le indiscrezioni uscite oggi su alcuni organi di stampa. E le Acli: «Siamo aperti al dialogo, ma basta con i troppi coordinamenti»

di Gabriella Meroni

La Caritas italiana si tira fuori dal costituendo Roma social forum ma ribadisce il suo impegno a favore di una ”globalizzazione solidale”. ”Sono stupito nel leggere il nome della Caritas tra gli aderenti al Roma Social Forum, anche perche’ non abbiamo ricevuto alcuna richiesta in tal senso” ha infatti precisato il direttore della Caritas Italiana, don Vittorio Nozza, commentando cosi’ le indiscrezioni uscite oggi su alcuni organi di stampa. ”Questo non vuol dire – ha proseguito don Nozza – che stiamo alla finestra. Come organismo pastorale la Caritas, insieme alle altre realta’ del mondo ecclesiale, continua il suo cammino per una globalizzazione solidale, in difesa dei diritti e della dignita’ dei piu’ poveri. Anzi, anche alla luce dei fatti di Genova, ci sentiamo chiamati a una nuova stagione di impegno educativo, in particolare verso i giovani e a proposte responsabilizzanti nella ricerca di nuovi percorsi di educazione alla pace, alla nonviolenza, alla mondialita’. Il nostro obiettivo e’ di favorire un impegno ecclesiale e civile, di taglio culturale e pedagogico, consono alla natura della Caritas, che rilanci nelle comunita’ l’attenzione costante a queste problematiche e favorisca il radicarsi di un’educazione alla mondialita’, alla giustizia, alla pace”. Per quanto riguarda le Acli, fanno sapere in un comunicato che«siamo sempre pronte a dialogare e a collaborare con tutti nella chiarezza e senza subalternità. Nel merito, per quanto riguarda il vertice Fao, un interlocutore credibile e accreditato di carattere internazionale c’è già: è il Forum delle 400 ong ? di cui fanno parte anche le Acli con l’Ipsia ? che lavorano quotidianamente con i Governi del Sud del mondo ed hanno già elaborato una piattaforma in vista del vertice di novembre. Bisogna smetterla ? conclude la “nota” delle Acli ? di creare, ad ogni nuovo appuntamento internazionale, un nuovo coordinamento, senza tener conto di ciò che già esiste e che ha titolo concreto per interloquire con un grande organismo dell’Onu, qual è la Fao».


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