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Sollicciano: i volontari chiedono il nostro aiuto

Un appello dei volontari del carcere di Sollicciano per raccogliere denaro, libri, abiti per i detenuti

di Riccardo Bonacina

Cari amici, a fine gennaio di quest?anno abbiamo iniziato a tentare di dare una risposta ai bisogni primari delle detenute recluse nella sezione femminile del carcere di Sollicciano (cercando anche di interessarci ad alcuni casi del maschile); abbiamo chiesto denaro, abiti, libri; abbiamo sollecitato una eventuale corrispondenza con una detenuta/o e incontri pubblici in cui informare sulla vita e sui problemi del carcere. Anche i lettori di Vita hanno risposto al nostro appello. Fino ad oggi sono stati raccolti 15 milioni e 662mila lire e ne sono stati ridistribuiti 15 milioni e 516mila; in cassa abbiamo 105mila lire mentre ogni settimana le richieste sono di circa 400mila lire (a chi ne farà richiesta invieremo la lista completa delle entrate e delle uscite). Sono stati portati numerosi pacchi di vestiario e circa mille volumi; alcune detenute hanno cominciato a corrispondere con persone esterne e sono stati organizzati incontri presso il C.P.A. di viale Giannotti e il Centro Umanista di Via de? Pepi. Qual è la situazione attuale? Le detenute sono 81, i bambini 5, i bisogni concreti sono sempre gli stessi: ci vengono chiesti abiti, occhiali da vista e soprattutto soldi per poter fare almeno una telefonata al mese ai propri cari, soldi per potersi comprare un pacchetto di sigarette, un po? di caffè, shampoo, sapone e dentifricio, francobolli per scrivere qualche lettera. Circa 25 detenute hanno bisogno di denaro perché non hanno una lira, mentre le altre o lavorano in carcere oppure hanno una famiglia che può aiutarle. Avevamo già evidenziato in precedenti lettere che non potevamo né volevamo risolvere noi questi problemi: non potevamo versare circa 3 milioni al mese nei conti correnti delle detenute, né tantomeno pensavamo di raccogliere i 15/20 milioni necessari per alleviare i bisogni primari della sezione maschile dove i detenuti sono circa mille. Non volevamo sostituirci alla istituzione carcere, che ha nel suo bilancio una voce precisa che riguarda i ?sussidi? per i detenuti. Nel 2000 questa voce è stata di 7 milioni e 230mila lire annue annue, nel 2001 la richiesta è stata di 11 milioni e 900mila lire annue, ma il bilancio non è stato ancora approvato; cifre irrisoree e del tutto insufficienti, che dopo pochi mesi sono già del tutto esaurite. Avevamo anche detto che un modo valido per dare una risposta diversa era quello di creare, nella sezione femminile, un laboratorio che rendesse possibile ad alcune donne di imparare un lavoro che le rendesse economicamente indipendenti. Questa idea si sta realizzando: abbiamo presentato il progetto di un laboratorio di bambole fatte con materiali naturali e questa iniziativa prenderà il via a novembre, coinvolgendo 12 detenute. Si tratta di una prima risposta, non completa, ai gravi disagi. I costi del laboratorio saranno sostenuti dall?Associazione Pantagruel, le entrate realizzate mediante la vendita dei prodotti saranno destinate per l?80 per cento a coloro che avranno fatto le bambole e per il 20 per cento all?Associazione Pantagruel che utilizzerà questa cifra per far fronte ad altre situazioni di bisogno del carcere di Sollicciano. Concludiamo con un ulteriore appello: se potete inviateci denaro; è richiesto vestiario per bambini da 0 a 3 anni e per donne, per queste ultime sono necessari soprattutto: pigiami pesanti, tute, pantaloni (ma non jeans con bottoni metallici perché non entrano in carcere) calze, mutande, reggiseni, maglie, ciabatte per doccia, scarpe. Se avete libri, se avete voglia di corrispondere con persone prigioniere? fatevi vivi! Noi continueremo a chiedere all?amministrazione penitenziaria di farsi carico seriamente dei propri doveri e a cercare soluzioni che si discostino dall?assistenzialismo, ma per far questo abbiamo bisogno di chi ci legge. Con amicizia. Bruno Borghi e Giuliano Capecco, Sollicciano – Firenze


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