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“Stop Millennium Round” su Wto

«Regole per un commercio che non sia un fine ma un mezzo per costruire un mondo più giusto e più sicuro»

di Giampaolo Cerri

La Campagna ?Stop millennium round? interviene sull?apertura del Wto. «Fra poche ore aprirà i battenti la quarta Conferenza Ministeriale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Nella sua ultima dichiarazione, il Commissario europeo Pascal Lamy ha riaffermato che l’obiettivo numero uno dell’Unione Europea è il lancio di un nuovo ciclo di negoziati. Lamy ha ammesso che rimangono disaccordi sull’agenda, sono molti paesi in via di sviluppo continuano a manifestare il loro disagio per la scarsa considerazione data alle loro proposte (tenendo conto che costituiscono il 75% dei paesi mmebri), ma ha ricordato che dopo l’11 settembre è fondamentale l’iniezione di fiducia che il nuovo round porterebbe al mondo economico. Mondo economico che il 7 novembre ha pubblicato attraverso l’ICC, la Camera di Commerico Internazionale, una delle più influenti lobby imprenditoriali mondiali, i risultati di un suo sondaggio su cosa si aspettano gli imprenditori da Doha. Ecco la risposta: – aumento delle possibilità di accesso al mercato in tutti i paesi – maggior crescita economica e più investimenti diretti esteri – aumento dei consumi In caso di fallimento, sempre secondo l’indagine dell’ICC, si rischierebbe una diminuzione delle esportazioni e degli investimenti, maggior disoccupazione, più regolamentazioni statali. Anche il nostro viceministro Urso non si discosta dall’atteggiamento comune di legare l’esito del vertice con la lotta al terrorismo, dichirando: PUNTIAMO A SCONFITTA POLITICA DEL TERRORISMO. Il comunicato stampa prosegue affermando che: “Il terrorismo deve essere sconfitto non solo militarmente ma anche politicamente ed economicamente. Pertanto, mai come ora avvertiamo la necessità di lanciare un nuovo round negoziale che dia respiro all’economia mondiale e che vada incontro alle richieste dei Paesi più poveri. Sono soddisfatto che su questi punti l’Italia si presenta più unita possibile”. Il comunicato commentava positivamente l’approvazione di due risoluzioni sul vertice di Doha, da parte delle Commissioni riunite Esteri e Attività produttive della Camera. Come Campagna, riaffermiamo che il dilemma “round or no round” nasconde il problema reale di una istituzione che continua a facilitare l’espansione degli scambi dei paesi già industrializzati e delle grandi imprese multinazionali, rendendo difficile la partecipazione agli scambi internazionali proprio ai paesi più poveri. L’11 settembre dovrebbe insegnare a tutti che non è che il libero commercio la panacea di tutti i mali e che a questo mondo fragile servono organizzazioni multilaterali che perseguano e difendano i diritti di tutti. Un mondo più sicuro non si costruisce con le guerre ma attraverso regole per un commercio che non sia un fine ma un mezzo per costruire un mondo più giusto e sicuro».


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