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Storia di Cosimo, ovvero la semi-libertà virtuale

Lettere dal carcere, risponde Cristina Giudici

di Cristina Giudici

Sono la compagna di un detenuto recluso nel carcere di Nuoro Badu ?e Carros e le scrivo perché ho bisogno di aiuto. Cosimo è entrato nei termini per accedere al regime di semilibertà, ma non può usufruirne perché non trova lavoro all?esterno. Mi hanno detto che al Nord ci sono più offerte di lavoro e che molte cooperative sociali danno impiego ai detenuti. Al Sud la detenzione è particolarmente dura e inoltre non c?è nessuna possibilità di reinserimento. Con questa lettera, vorrei chiedervi qualche suggerimento e lanciare un appello per riuscire a ottenere il trasferimento del mio compagno a Verona. A quali cooperative ci si può rivolgere per trovare lavoro? Lui sarebbe disposto a lavorare anche con il minimo di retribuzione purché gli venga assicurata una busta paga che gli possa permettere di ottenere la semilibertà, non so se mi spiego. Confido molto in lei e nel suo giornale. So quanto siete attenti ai problemi dei detenuti e quanto vi prodighiate per aiutarli. Ma la prego ci aiuti!!! Lettera firmata Pubblico molto volentieri la sua lettera anche se, purtroppo, devo fare qualche considerazione ?infelice?. Il numero di detenuti che per legge potrebbero passare al regime di semilibertà e finalmente lasciare il carcere è molto alto, purtroppo però l?inserimento sociale (e di conseguenza lavorativo) è una spina nel fianco della riforma carceraria: non ci sono posti di lavoro, i ?rapporti? della questura che arrivano sui tavoli dei magistrati di sorveglianza sovente contraddicono il parere positivo espresso dall?équipe interna del carcere (di cui fanno parte anche i direttori degli istituti) in merito alla concessione della semilibertà e i magistrati non sempre posseggono la necessaria lucidità per prendere le decisoni giuste. In ogni caso il trasferimento può essere deciso solo dal dipartimento dell?Amministrazione penitenziaria. Una volta ottenuto il trasferimento, può rivolgersi all?Associazione nazionale cooperative servizi e turismo della Lega delle cooperative del Veneto che gestisce alcune cooperative sociali e chiedere informazioni. Telefoni a questo numero: 041/ 5490423 oppure alla Federsolidarietà di Padova al 049/ 8076052 o 049/8076062. Se qualche lettore o qualche volontario vuole invece mettersi in contatto con Cosimo può scrivere a Cosimo Quaranta via Badu ?e Carros 1, 08100 Nuoro. Mi chiamo Salvatore Giuliano sono un giovane recluso presso la casa circondariale di Parma. Dopo un periodo di osservazione ho concordato con gli educatori dell?istituto e la psicologa del Sert, l?eventualità di richiedere il mio trasferimento in una sezione di custodia attenuata per risolvere le mie problematiche di tossicodipendenti. L?educatrice che se ne era interessata è riuscita a ottenere disponibilità nella sezione del carcere le Vallette di Torino. Così ho presentato istanza al ministero di Grazia e giustizia corredata da una relazione dell?istituto di Parma; ma dopo due mesi mi hanno risposto che non posso essere trasferito perché sono recluso da troppo poco tempo a Parma. Vorrei sapere cosa posso fare per andare in una sezione di custodia attenuata per tossicodipendenti? Oppure vi è stata qualche inadempienza da parte degli operatori? Salvatore Giuliano, Parma Caro Salvatore, pensavo che per andare in una sezione di custodia attenuata bastasse il parere positivo dell?équipe del carcere e successivamente fare richiesta al ministero. Ho visitato un paio di sezioni come quelle a cui tu aspiri e mi sembra che la conditio sine qua non per potervi accedere sia quella di accettare le regole di questi istituti: niente alcol né droga, niente gerarchie ?galeotte? che dividono i detenuti fra quelli che comandano e quelli che si assoggettano, assunzione delle proprie responsabilità, gestione comunitaria della sezione e una certa predisposizione al graduale reinserimento esterno. Alcune di queste sezioni sono fallimentari, altre, grazie al rapporto umano con gli educatori e alla presenza meno invadente della polizia penitenziaria (lì, per esempio, non ti seguono passo per passo) centrano l?obiettivo di togliere gli ex tossicodipendenti dalla droga e preparare il terreno per la libertà. Non so se gli operatori abbiano erroneamente valutato la tua capacità di adattamento a un circuito penitenziario che è meno simile al carcere. Se lo ritieni giusto, certamente ci informeremo. In ogni caso non aspettarti un montagna incantata: è pur sempre un carcere.


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