Attivismo civico & Terzo settore

Tigullio, pesce e carciofo: “Santa” è un paradiso

di Paolo Massobrio

A Santa Margherita Ligure ci sono 60 ristoranti e un numero imprecisato di alberghi, pensioni, affittacamere. Chi non la conosce deve sapere che è una grande conca che abbraccia il mare e dal castello si gode la vista più bella. Che fosse una località turistica è fuor di dubbio, ma che avesse un sistema così diffuso di cose buone non era scontato. Eppure la verità è che a “Santa” si mangia bene, non solo per i mitici gamberi che portano il nome di questa località in ogni angolo del Paese.
Il neosindaco, mosso dal desiderio di far vivere tutto l’anno questo sistema, ha così dato il benestare a “SantainBocca”, un concorso gastronomico dove chiunque, per un giorno, poteva recarsi in uno dei 14 ristoranti che aderivano all’iniziativa e con 10 euro assaggiare una specialità fatta con due ingredienti principali: il pagello e il carciofo. Poi, a mezzanotte, il verdetto della giuria popolare e di quella professionale. Be’, facendo parte della seconda, m’è toccato provare 14 piatti, dalle 19,30 alle 23,30 toccando con mano cosa sia la ricchezza, la creatività, il sapere che è dentro ai nostri cuochi. Hanno vinto due ristoranti agli antipodi: da Pino, che è una trattoria famigliare, semplice, ma che nella preparazione del pesce e delle paste fatte in casa ha il suo asso nella manica, e l’Ardiciocca, un locale di impronta creativa, che in tavola ha il pane di Eugenio Pol e nei piatti l’uovo di Paolo Parisi: due simboli dell’Italia del gusto, due angeli matti. In mezzo ci sta il ristorante di pesce che più mi ha colpito: L’Altro Eden, situato proprio sul molo, in un ambiente turistico e romantico. Anche i vini che abbiamo assaggiato sono stati all’altezza di tutte le prove. Uno su tutti: il Cinqueterre Bianco “Costa de Sèra” 2008 prodotto da Litàn a Riomaggiore (SP). Un bianco che ha il colore giallo dell’olio extravergine di oliva. Uno di quei vini che raccontano la terra. Tornerò a Santa Margherita dopo una sosta a Rapallo da quell’angelo matto di Guido Porrati, che anima il sito “parlacomemangi” e che rappresenta, dal suo negozio, l’ideale del bottegaio d’Italia.


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