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Tobin tax: l’Ulivo la proporrà in un disegno di legge

Oggi e' stata presentata la pdl dei Ds alla Camera

di Gabriella Meroni

Il centrosinistra sollecita maggioranza e governo a tenere ”un atteggiamento positivo” sulla Tobin Tax, e intanto presenta diverse proposte di legge che potrebbero successivamente confluire in un testo unico dell’Ulivo. Oggi e’ stata presentata la pdl dei Ds alla Camera in una affollata conferenza stampa alla quale erano presenti Luciano Violante, Pierluigi Castagnetti, Marco Rizzo, Ugo Intini, Alfonso Pecoraro Scanio, Marco Boato, Roberto Barbieri, Famiano Crucianelli, Giovanni Bianchi e Nerio Nesi. Domani la Margherita depositera’ la sua pdl, mentre i Comunisti italiani hanno ripresentato quella elaborata due anni fa da Nesi e i Verdi tramuteranno in iniziativa legislativa la proposta che verra’ avanzata nei prossimi giorni dal Genova Social Forum per una ”tassa globale” sulle transazioni finanziarie. L’obiettivo di fondo, come e’ stato spiegato, e’ quello di destinare risorse ai paesi piu’ poveri del mondo, in gravi difficolta’ economico-finanziarie. ”Non e’ la soluzione definitiva ai loro problemi -ha sottolineato Crucianelli- ma sarebbe un segnale importante”. Il centrosinistra rileva come siano 1.000 i parlamentari di tutto il mondo che sostengono la Tobin Tax, e soprattutto sottolinea come il ministro degli Esteri belga abbia annunciato che durante il semestre belga di presidenza Ue la questione verra’ posta all’attenzione dei 15. Il Parlamento europeo, ha ricordato Violante, ha respinto per soli 6 voti una legge sulla Tobin Tax, ma poi, in una successiva indagine conoscitiva ha sottolineato come non vi siano ostacoli tecnici insormontabili per la sua applicazione. Proprio in tema di aspetti tecnici, individuati da chi si oppone alla Tobin Tax come l’ostacolo piu’ difficile per l’applicazione della legge, l’ex ministro Nesi ha posto l’accento sull’anonimato che dovrebbe necessariamente caratterizzare il meccanismo di prelievo dell’imposta: ”c’e’ sempre un momento in cui le banche addebitano al cliente una commissione per molte operazioni, e anche, quindi, per il trasferimento di capitali. E’ in quel momento che l’imposta puo’ essere pagata, dalla stessa banca, che aggiunge quell’importo alla commissione applicata al cliente”, ha spiegato Nesi. L’idea di fondo resta quella di trovare risorse dalla parte speculativa dei mercati finanziari, una misura, e’ stato sottolineato, non alternativa a quelle gia’ previste per aiutare i paesi piu’ poveri a superare, almeno in parte, le loro difficolta’ economiche. Difficile valutare quale possa essere il gettito della Tobin Tax: le ultime analisi degli economisti parlano di 100-150 miliardi di dollari. E’ probabile, infine, come ha auspicato Ugo Intini, che le diverse proposte del centrosinistra finiscano per confluire in un unico e unitario testo di legge dell’Ulivo.


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