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Trovare lavoro dopo una storia di disagio psichico

Progetto Itaca e Fondazione Italiana Accenture hanno lanciato nel 2012 il progetto JOB Stations per favorire l’inclusione lavorativa di persone con un disagio psichico. Più di 20 le aziende aderenti. Cento le persone inserite. In fondo all'articolo i nomi di altre realtà che offrono impiego, trasformando la disabilità in abilità

di Sabina Pignataro

L'inserimento lavorativo di persone con storie di disagio psichico è una sfida culturale e professionale dei nostri giorni. Se da un lato è un formidabile strumento di ri-abilitazione, capace di restituire fiducia, dignità e autostima, dall'altro è un valore per la collettività e un'esigenza di inclusione per le aziende, nonché un obbligo normativo.

JOB Stations è un progetto sviluppato nel 2012 da Progetto Itaca e Fondazione Italiana Accenture per combattere lo stigma e l’esclusione sociale delle persone con disabilità psichica offrendo un’opportunità professionale concreta che rappresenta il primo passo verso il reinserimento nella società e nel mondo del lavoro e per il recupero del diritto di cittadinanza attiva.


Le job station sono presenti in sette città (tre a Milano, una a Roma, Monza, Parma, Pavia, Bologna e Torino). In dieci anni hanno aderito più di 20 aziende in tutta Italia. Cento le persone inserite. Qui le info sul progetto

«Il lavoro è un formidabile strumento di riabilitazione sociale e professionale, capace di restituire fiducia, dignità e autostima ad individui che hanno sofferto storie di disagio psichico», commenta la presidente di Progetto Itaca Felicia Giagnotti. «JOB Stations trasforma la disabilità in abilità, partendo dal principio che tutti abbiamo un potenziale da far emergere».

A chi si rivolge?
Alle persone con una storia di disagio psichico superato con successo,
che sono pronte a riprendere in mano la propria vita.
La persona, che si è lasciata alle spalle il periodo più complesso della propria situazione di fragilità, riconosciuta disabile e occupabile da una commissione Asl/inps, iscritta nelle liste del collocamento mirato presso i centri per l'impiego.
Il JOB Stationer, come viene chiamato, è selezionato attraverso un colloquio preliminare con il Tutor e poi eventualmente proposto come candidato alle aziende. Tipicamente inizia con un contratto di tirocinio e poi progredisce contrattualmente fino al tempo indeterminato.
Inizialmente svolge il suo lavoro nella JOB Station e poi viene gradualmente inserito in azienda.

Quali sono i requisiti?
Per diventare JOB Stationer bastano due requisiti fondamentali:
1. Essere iscritti o essere idonei all’iscrizione alle Categorie Protette con un’invalidità di tipo psichico superiore al 45%
2. Essere seguiti presso un CPS di riferimento o un terapeuta privato

Come funziona?
Il modello è semplice: è chiamato JOB Stationer la persona che, avendo avuto una storia di disagio psichico, non è riuscito a entrare nel mercato del lavoro o è stato costretto in qualche modo a lasciare il contesto lavorativo in cui era impiegato e che ora si trova in una condizione di disoccupazione. Le job stations sono centri di smart working assistiti e gestiti da organizzazioni specializzate sulla salute mentale e offrono spazi protetti, confortevoli studiati per mettere la persona nelle condizioni ideali per esprimere il proprio potenziale.

La figura del tutor
La figura del tutor è uno dei principali punti di forza del modello JOB Stations: sostiene il JOB Stationer e garantisce la qualità del lavoro svolto grazie al monitoraggio costante, al supporto e alla mediazione con l’azienda. Questa figura rappresenta il valore aggiunto e la chiave per la riuscita del progetto.
Il Tutor è una persona specializzata nella gestione della disabilità e del re-inserimento lavorativo che accompagna il JOB Stationer per l’intera durata del suo percorso di rientro nel mondo del lavoro. Questa figura è il punto di riferimento sia per il JOB Stationer che per il Supervisor aziendale e facilita il rapporto tra questi due soggetti; inoltre si occupa di fare rete con gli altri servizi di cura che seguono la persona.

Altre occasioni di inserimento lavorativo

Verona – “Fuori Luogo”, molto più che un bar
Qui ogni caffè offre un’opportunità di lavoro a persone con sofferenza psichica.
fuoriluogo@cooperativapantarei.it

Milano – Olinda, un’occasione per tutti
Olinda è un teatro, un ristorante, un servizio catering, un ostello a cui lavorano persone coinvolte in percorsi di salute mentale.
ww.olinda.org

Perugia – Ristorante Numero Zero
Qui il 50% della forza lavoro è costituito da persone in carico ai servizi di salute mentale.
www.numerozeroperugia.com

Foto in apertura: jobstations.it


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