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Un uomo, un voto Così alle urne in Europa

Olanda e Inghilterra hanno già detto sì e gli stranieri sono elettori a tutti gli effetti. In Germania e in Francia gli extra Cee non hanno diritti. Come nel nostro Paese

di Piero Gheddo

Se in Italia il governo Prodi presentò il 25 settembre 1997 il disegno di legge per modificare la Costituzione italiana e per introdurre il diritto di voto amministrativo per gli immigrati (il ddl costituzionale a firma anche degli onorevoli Napolitano, Flick e Turco, propone il seguente testo per il nuovo articolo 48 della Costituzione italiana: ?allo straniero è riconosciuto, anche in esecuzione di trattati e accordi internazionali, il diritto di voto nei limiti, con i requisiti e secondo le modalità stabiliti dalla legge, con esclusione delle elezioni delle Camere e delle elezioni regionali?) anche negli altri Paesi europei il voto agli immigrati è spesso al centro di accese discussioni, spesso messo in diretta relazione con quello dei propri emigranti all?estero. Ad esempio, nei Paesi Bassi, il 16 per cento della popolazione è costituito da immigrati di prima o di seconda generazione: ai cittadini stranieri residenti da oltre 5 anni è stato assegnato il diritto di elettorato attivo e passivo, sia a livello cittadino che di area metropolitana. Pochi invece votano per i cosiddetti ?partiti degli immigrati?, molti per per i candidati immigrati inseriti nei partiti tradizionali. In Gran Bretagna, dove gli immigrati sono il 6,5 per cento della popolazione (moltissimi, oltre il 60 per cento, sono sudditi di Sua Maestà a tutti gli effetti), godono del diritto di elettorato attivo e passivo. La maggior parte di essi simpatizza attualmente per il partito laburista del premier Tony Blair, ma sono in aumento i favori per i partiti dei conservatori e dei liberali. In Germania invece, dove gli stranieri superano la cifra dei sette milioni, il diritto a votare e a essere votati è riservato soltanto ai cittadini dell?Unione europea e vale soltanto per le consultazioni amministrative e europee. Dunque, urne vietate per gli immigrati extra Cee. In Francia, infine, gli immigrati non hanno diritti politici, poiché l?opinione pubblica è ancora contraria, timorosa soprattutto degli exploites della destra estremista; inoltre, come in Italia, il voto agli immigrati presupporrebbe una modifica alla Costituzione.


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