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Vaccinazioni, stop a quelle inutili

Il governo dovrà rivedere norme vecchie di cinquant'anni relative a trattamenti sanitari e a vaccinazioni

di Antonietta Nembri

Camera: grazie a una risoluzione, presentata dalla parlamentare Tiziana Valpiana e approvata dalla Commissione Affari sociali, il governo dovrà rivedere norma anche vecchie di cinquant?anni relative a trattamenti sanitari obbligatori e alcune vaccinazione che riguardano malattie che non destano più motivo di allarme sociale e sanitario. Prevenire è meglio che curare. È un principio certo vero, ma non sempre la prevenzione, attività cui anche il Piano sanitario nazionale dà molta importanza, è attuata nel modo migliore e soprattutto utile. La risoluzione approvata dalla Commissione affari sociali della Camera il 23 maggio scorso individua tutta una serie di trattamenti sanitari obbligatori oggi ormai superati. E la risoluzione approvata «impegna il Governo ad assumere una forte iniziativa politica per superare almeno i trattamenti sanitari obbligatori più superati». In particolare vengono citati i controlli biennali obbligatori del personale scolastico che prevedono il controllo radiologico del torace di mezzo milione di persone e questo, «nonostante l?Oms abbia documentato l?inutilità di questa forma di screening che comporta un rischio di immotivata esposizione a radiazioni ionizzanti». Si chiede anche l?abolizione dell?obbligo di ricerca di casi di sifilide ignorata (si tratta di una legge del 1956) che prevede per diverse categorie di cittadini: quali militari e detenuti la veridica di positività sierologica per sifilide. Chiesta anche l?abolizione di controllo sanitario per barbieri, parrucchieri, personale addetto alla preparazione di sostanze alimentari ormai ridotto a un mero momento burocratico. Nella risoluzione si chiede anche di rivedere gli obblighi di vaccinazione contro la tubercolosi e contro il tifo e le modalità di richiamo della vaccinazione contro il tetano che una legge del 1963 fissava a cadenza quadriennale mentre una circolare ministeriale del 1982 stabiliva un intervallo di dieci anni tra una vaccinazione e l?altra.


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