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L'esca e la bisca

Al senatore Mirabelli (PD) non piacciono i sindaci no slot

25 Febbraio Feb 2016 0948 25 febbraio 2016
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Mentre sempre più enti locali si mobilitano per mettere un argine al dilagare delle slot machine sui territori, la lobby dell'azzardo è preoccupata. Troppa partecipazione civica nuoce agli affari. C'è poi chi afferma che bisognerebbe farla finita con la libertà di comuni e regioni. Il problema sarebbe quindi l'attivismo dei sindaci e non la proliferazione di centinaia di migliaia di macchinette per tutta la Penisola!

Con i soldi dell'azzardo finanziamo "le attività educative". E voi? Voi state zitti e non intervenite con le vostre ordinanze no slot. Questa è la sostanza della mirabolante proposta dal senatore Pd Franco Mirabelli, che tempo fa presentò un disegno di legge sull'azzardo legale scritto "a sua insaputa "da un noto (oggi ex, perché nel frattempo si è dimesso) dirigente dei Monopoli di Stato.

Ecco lanciata l'esca delle buone cause. Magari, per non far capire bene, useranno il solito termine inglese, "good causes" o qualcosa del genere. Ma la sostanza non cambia.

L'esca delle buone cause

Così, mentre la società civile plaude all'iniziativa noslot splendida e pionieristica del sindaco di Anacapri che in piena libertà, coscienza, autonomia ha dato corso alla volontà espressa dai suoi concittadini di farla finita con le slot, Mirabelli torna alla carica e propone la sua ricetta anticomuni.

Che poi - tale sarebbe la ricetta - è sempre il medesimo Disegno di Legge di "riordino epocale" dell'azzardo di Stato che porta il suo nome, anche se a scriverlo è stato Italo Volpe dei Monopoli (per capire chi è leggete qui). In tempi di riciclo, riuso e rifiuti zero non si butta niente. Nemmeno un disegno di legge del quale tutti, ma proprio tutti hanno oramai capito il contenuto.

Segnalammo la cosa tempo fa, ne parlarono anche Gian Antonio Stella sul Corriere, Grillo sul suo Blog e il senatore Endrizzi (M5S) presentò un'interrogazione. Mirabelli la prese male e spiegò il suo intento in un'intervista. Poi a dicembre Italo Volpe si dimise, ci furono altri colpi gobbi tentati ma non riusciti al Senato e così via. Ma Mirabelli, che fu anche segretario provinciale dei DS a Milano, è sempre lì, non demorde e rilascia una intervista alla rivista di settore GiocoNews.

Il senatore Mirabelli

Alla fiera romana dei produttori di slot (Enada)

La sostanza non cambia. Dietro il paravento di parole come "riordino", "razionalizzazione", "legalità" si nasconde da sempre il tentativo di vanificare ogni doverosa e virtuosa ordinanza comunale e ogni legge regionale no slot che non si limiti a metter mano ai cocci ma indichi che il cuore del problema sta nel vaso. Un vaso modellato da Stato, dal privati e dal parastato. Se sindaci e regioni no slot danno tanto fastidio forse - viene da dire - qualcosa di buono lo hanno davvero fatto. Cosa? Allargare il campo mostrando che il problema è sociale, educativo, culturale, economico,di salute e di ordine pubblico, ancor prima di essere confinato nella clinica e nel "patologico". E non è una questione di soldi, tasse di scopo, fondi per presunte "buone cause". Ma è una questione di democrazia e di rispetto della Costituzione.

L'isola dei pro-slot

Torniamo all'azzardo di Stato, alla bisca legale, all'isola dei pro-slot dove si trovano gli ultimo giapponesi che - a detta loro - difendono l'ordine contro il caos. E andiamo alle parole del senatore Mirabelli.

Mirabelli afferma che bisogna dire basta - parole sue - con "la discrezionalità dei comuni".

"Discrezionalità" dice il senatore Mirabelli, che evidentemente non ha letto le sentenze della Corte Costituzionale in merito e nemmeno quanto scrive il Consiglio di Stato sulla buona pratica di Anacapri. Ci sarebbe "discrezionalità" se non vi fosse diritto-dovere, da parte dei sindaci (massima autorità sul territorio in tema di salute e ordine pubblico) , di intervenire davanti a un disastro di tale proporzioni.

Il senatore Mirabelli non dice "basta" alle circa 400mila slot che invadono e devastano il nostro territorio, si sente in dovere di dire "basta" ai comuni che cercano di rimediare ai danni prodotti da quelle slot. In compenso, Mirabelli afferma che il suo sistema "avrebbe il vantaggio anche di poter destinare una parte della tassazione ai Comuni per attività educative, culturali e di prevenzione.

Troppe ordinanze comunali no slot creano troppi problemi alla lobby, lo sappiamo. Troppo attivismo civico non garba ai molti - o pochi o pochissimi - che sperano di far fallire la Conferenza Stato-Regioni che stando alla Legge di Stabilità dovrebbe essere convocata entro il 30 aprile prossimo e proporre regolamenti no slot più stringenti e una piena autonomia dei sindaci su tutto il territorio.

Piano B: far fallire la Conferenza Stato-Regioni?

Sperano in molti - o in pochi - che quella conferenza salti, tanto che non è stata ancora convocata dalle parti del Mef. Lo spera probabilmente anche il senatore Pd Mirabelli e probabilmente lo spera anche il mentore del suo DDL , il sottosegretario Baretta che al Mef siede ambizioni di "delega ai giochi" e che se non andiamo errati quella conferenza avrebbe l'onere di convocarla.

Se ciò non avverrà, sapremo su quali altari, da chi, con quali responsabilità e con quali parole sono stati bruciati tanti buoni propositi.

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