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Così abbiamo portato il dramma dei bambini siriani al Festival di Venezia

6 Settembre Set 2016 1234 06 settembre 2016

Ieri all'Hotel Excelsior di Venezia è stato proiettato il documentario Nassarah (Doc3 Rai), con un dibattito sul ruolo del cinema nella denuncia dei drammi umanitari

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Aibi Venezia
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Ieri all'Hotel Excelsior di Venezia è stato proiettato il documentario Nassarah (Doc3 Rai), con un dibattito sul ruolo del cinema nella denuncia dei drammi umanitari

Può il cinema aiutare a divulgare il dramma della guerra? Quello, in partiocolare, che il popolo siriano sta vivendo giorno dopo giorno, da cinque anni? Può e deve. È questo il motivo per cui Ai.Bi. - Amici dei Bambini è presente alla 73ma edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, portando il dramma umanitario tra i big della del cinema.

Sul red carpet del Lido gli operatori umanitari dell'associazione milanese si faranno interpreti di paure, sogni e ambizioni di donne, uomini e bambini che non godono delle luci della ribalta cinematografica. Ai.Bi, che è presente in Siria dal 2013 con progetti di cooperazione internazionale è stata ieri protagonista dell'incontro "Cinema verità: la guerra in Siria dal punto di vista dei civili", all'Hotel Excelsior. Un’occasione in collaborazione con la Fondazione Ente dello Spettacolo (FEdS), che ha visto protagonisti Andrea Moroni, responsabile della Cooperazione internazionale di Ai.Bi; Antonio Urrata, direttore Generale Fondazione Ente dello Spettacolo; Riccardo Bicicchi, regista del documentario Nassarah (Doc3 Rai) e Marzia Masiello, responsabile delle relazioni istituzionali di Ai.Bi.

Per Riccardo Bicicchi, regista del documentario Nassarah, che racconta del milione e mezzo di cristiani che vivevano perfettamente integrati in Iraq e che sono stati costretti a fuggire verso il Kurdistan (qui il documentario) «i media e il cinema in primis hanno il compito e la responsabilità etica e morale di documentare ciò che succede nel mondo. Il cinema non può chiudere gli occhi davanti a simili drammi, ma deve mettere a disposizione i propri strumenti per ragionare affinché non solo non vengano ignorate ma si intervenga concretamente per la loro risoluzione. Le cose vanno dette e il cinema è un'ottima cassa di risonanza».

Ai.Bi grazie alla campagna "Non lasciamoli soli", in atto in collaborazione con l'Associazione Syrian Children Relief, l'Associazione Shafak e Ihsan RD, realizza interventi di prima e seconda emergenza nelle province di Aleppo e di Idlib, fornendo supporto alimentare, sanitario, educativo e psicologico a migliaia di bambini e famiglie. Di recente ha esteso il suo impegno umanitario anche nelle aree di Homs e Rural Damasco, con l'obiettivo di contribuire alla sicurezza alimentare e alla protezione dei minori e famiglie sotto assedio da più di tre anni. In questo modo ha permesso la distribuzione di quasi 18.000 razioni alimentari "ready to eat" per 3.000 profughi, di cui 1.940 bambini; la distribuzione di ceste alimentari (pane, patate, lenticchie e riso ...) a 1.160 famiglie sfollate dalla città di Idlib e da altre aree della Siria che si trovano nella zona rurale a est della provincia di Idlib e nei villaggi circostanti di Binnish, Taftanaz e Sarmin e garantito l'assistenza psico-sociale ai bambini siriani per la cura del PTSD (post traumatic stress disorder).

Nel corso dell'incontro sono stati proiettati anche un documentario sul progetto "Non lasciamoli soli" e lo spot in anteprima della Campagna "Bambini in alto mare", che vede protagonista Nino Frassica: l'attore aveva già appoggiato il progetto di AiBi dal prestigioso palco dell'Ariston, allo scorso Festival di Sanremo.

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