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Anticipazioni

Povertà: il Rei che sta per nascere funzionerà così

13 Aprile Apr 2017 1245 13 aprile 2017
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Domani a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il ministro Giuliano Poletti sigleranno un Memorandum con l’Alleanza contro la Povertà sull'attuazione della legge delega sul contrasto alla povertà. È la prima volta nella storia che il Governo assume precisi impegni rispetto agli interventi da realizzare in tema di politiche sociali, con un soggetto di rappresentanza sociale

Nove marzo (data dell'approvazione definitiva in Parlamento della legge delega contro la povertà) più sei mesi farebbe settembre. Invece già a inizio maggio i decreti attuativi della legge delega 33/2017 saranno in Consiglio dei ministri. Il Governo si è impegnato scrivendo la data di maggio nel DEF ma soprattutto lavorando concretamente ai decreti attuativi fin dal giorno successivo all’approvazione della legge delega. I decreti (o il decreto, il ministro Poletti parlò di un solo decreto legislativo per semplificare e velocizzare l’iter) sono davvero alle rifiniture finali, i contenuti ci sono già tutti. E recepiscono in larga parte le proposte avanzate ormai dal 2013 da parte dell’Alleanza contro la povertà, in coerenza con la sua proposta di introduzione del Reddito d’Inclusione Sociale, cui il Parlamento si è ispirato anche nel nome dato alla nuova nascente misura. Domani a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il ministro Giuliano Poletti sigleranno un Memorandum con l’Alleanza, che mette per iscritto i punti d’intesa raggiunti e di conseguenza i contenuti generali dei decreti attuativi in arrivo.

Il Memorandum è il risultato di una lunga interlocuzione fra il Governo e l’Alleanza contro la Povertà (già all'approvazione della delega il portavoce Roberto Rossini aveva parlato di un «risultato storico») e rappresenta un’assoluta novità sulla scenda delle politiche sociali italiane: dei memorandum sono stati firmati più volte fra Governo e sindacati sul fronte pensioni, ma mai prima il Governo italiano ha stato siglato un memorandum - cioè un accordo nel quale assume precisi impegni rispetto agli interventi da realizzare - in tema di politiche sociali, con un soggetto di rappresentanza sociale.

Il Memorandum quindi, recependo le richieste avanzate dall’Alleanza, disegna nel dettaglio il REI-Reddito di inclusione, la prima misura strutturale italiana di contrasto alla povertà. Per le tappe dettagliate del Piano contro la povertà, di cui pure parla la legge delega, bisognerà invece attendere ulteriori stanziamenti, ma quel che è certo – ed è già scritta anche nel DEF – è la volontà del Governo di estendere progressivamente della platea degli utenti, fino a raggiungere l’intera popolazione in povertà assoluta.

Le linee contenutistiche del Memorandum riguardano quindi da un lato l’individuazione dei criteri per determinare l’accesso alla prima edizione del Rei e definirne l’importo, dall’altro la costruzione di un sistema in cui i percorsi d’inclusione sociale previsti possano effettivamente essere realizzati.

Accesso
Sul primo punto si è deciso di superare l’utilizzo esclusivo dell’Isee per determinare la condizione economica del nucleo richiedente (oggi nel SIA è così). Al valore Isee che verrà individuato come soglia, si affiancherà anche una soglia di accesso legata al reddito disponibile (la parte reddituale dell’ISEE, cioè l’ISR). L’IRS tiene conto della scala di equivalenza e considererà anche la spesa per l’affitto di casa. Questa doppia soglia consente di “fotografare” meglio le condizioni delle famiglie in povertà e il diverso costo della vita nei diversi territori italiani. Una novità è la possibilità di utilizzare in maniera più estesa ed agevole l’Isee corrente, quello strumento già esistente che consente di aggiornare rapidamente la “fotografia” della situazione economica della famiglia per quanti, ad esempio dopo un licenziamento, hanno un improvviso peggioramento delle condizioni economiche.

Importo del beneficio
Anche qui, le cifre non trapelano, ma è chiaro che l’importo del sostegno monetario sarà differenziato in base al reddito e sarà calcolato come differenza tra il reddito disponibile e la soglia di riferimento dell’ISR. Il calcolo dell’importo del beneficio sarà quindi più equo rispetto al Sia odierno, che prevede una cifra fissa che aumenta proporzionalmente in base al numero dei componenti.

Negli articoli che fra ieri e oggi, dopo la pubblicazione del DEF, sono apparsi sulla stampa, è tornato spesso ad affacciarsi un tema di cui già si è molto parlato nei lavori parlamentari: il REI potrebbe essere un disincentivo a cercare un lavoro? Il Memorandum interviene anche su questo (la legge delega invece sul tema non diceva nulla), introducendo dei meccanismi per evitare che si crei un disincentivo economico alla ricerca di occupazione. La volontà è quella di costruire una misura effettivamente inclusiva e non uno strumento che spinga le persone a rimanere inattive o dentro la trappola della povertà.

Servizi d’inclusione sociale
Il REI prevede (è come noto la sua novità), un contributo economico e un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa. Ma chi segue questi progetti? A chi si appoggiano, in un contesto in cui i servizi sociali dei Comuni sono – per dirla con Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio nazionale degli assistenti sociali - così «anemici» che rischiano di non poter accompagnare questi percorsi?

Con il Memorandum, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali s’impegna a istituire dentro il Fondo per la lotta alla povertà una linea di finanziamento strutturale per i servizi d’inclusione sociale connessi al REI. L’investimento sui servizi sarà quindi molto più alto di quello fino ad oggi immaginato, il mezzo miliardo che si basava solo sui fondi Pon. Previsti anche accompagnamento e monitoraggio. Per il REI infine è prevista la gestione associata da parte di tutti i Comuni di uno stesso ambito sociale, nell’ottica di una maggiore efficienza ed equità della misura. È la prima volta che si prevede la gestione unitaria di una misura di politiche sociali in tutto il territorio nazionale.

Foto Giuseppe Cacace/Getty Images

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