Il caso

Isola Capo Rizzuto, commissariata la Misericordia

15 Maggio Mag 2017 1253 15 maggio 2017

Questa notte nell'ambito dell'operazione antimafia Jonny contro la cosca Arena sono stati arrestati anche il governatore della Fraternita della cittadina calabrese Leonardo Sacco (in foto) e il correttore don Edoardo Scordio. Al centro delle indagini l'Hub per migranti "Sant'Anna" di Crotone. La Confederazione nazionale è intervenuta con un provvedimento d'urgenza, auspicando «una rapida conclusione delle indagini»

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Misericordie Caporizzuto Sacco1
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Questa notte nell'ambito dell'operazione antimafia Jonny contro la cosca Arena sono stati arrestati anche il governatore della Fraternita della cittadina calabrese Leonardo Sacco (in foto) e il correttore don Edoardo Scordio. Al centro delle indagini l'Hub per migranti "Sant'Anna" di Crotone. La Confederazione nazionale è intervenuta con un provvedimento d'urgenza, auspicando «una rapida conclusione delle indagini»

Le accuse sono pesantissime: associazione di tipo mafioso, estorsione, porto e detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni, malversazione ai danni dello Stato, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture e altri reati di natura fiscale, tutti aggravati dalla modalità mafiose. I reati sono stati contestati a 68 persone arrestate nella notte nell’ambito dell’operazione Jonny. Fra loro il governatore delle Misericordie di Isola Capo Rizzuto, Leonardo Sacco (nella foto di apertura) e il parroco del paese del crotonese, don Edoardo Scordo.

Secondo le accuse sarebbero loro il tramite fra il clan Arena e la gestione del Cara Sant’Anna, il più grande centro per migranti d’Europa. «Impieghiamo a vario titolo circa 280 persone, nel nostro territorio siamo tra i primi a garantire un così alto livello occupazionale», ci raccontava Sacco circa un anno fa durante una visita di Vita nel Cara (ribattezzato hub regionale per migranti), che sorge proprio di fronte all’aeroporto (oggi chiuso) di Crotone in cui la stessa Misericordia aveva una discussa partecipazione. In base ai dati forniti circa un anno fa dagli stessi amministratori la la Misericordia di Isola Capo Rizzuto ha un bilancio che si aggira intorno ai 17 milioni di euro a cui vanno aggiunti i 2 milioni della controllata Miser srl, l’impresa sociale di cui la Misericordia è proprietaria al 100%. La maggior parte degli introiti derivava dalla gestione del Centro Sant’Anna.

Un anno fa la Prefettura di Crotone ha assegnato in forma provvisoria la gara (circa 16 milioni di euro) per l’affidamento della gestione del Centro governativo di accoglienza per l’immigrazione – hub regionale e del Centro di identificazione ed espulsione di località Sant’Anna del Comune di Isola di Capo Rizzuto in provincia di Crotone. Nella comunicazione dell’Ufficio Territoriale di Governo si leggeva: “Si rende noto che in data odierna (18 maggio 2016), in seduta pubblica, la Commissione di gara ha comunicato l’esito del procedimento di verifica dell’anomalia sull’offerta prima in graduatoria. Al riguardo, le giustificazioni prodotte dall’Ati (associazione temporanea di imprese) “Consorzio opere di Misericordia” sono state considerate congrue. Pertanto la medesima Commissione di gara ha disposto l’aggiudicazione provvisoria nei confronti del suddetto Consorzio concorrente. Lo scrivente darà contezza nei prossimi giorni con apposite comunicazioni degli atti consequenziali”.
L’assegnazione della gestione da parte della prefettura avvenne quindi dopo aver verificato le anomalie riscontrate nelle offerte. L’Ati in questione è composto composto dal Consorzio Opere di Misericordia come ente capofila, da tre ditte di catering e da una ditta di pulizie.

Le attività nel centro per migranti

Ma cos’è il Consorzio Opere di Misericordie? «Le pubbliche amministrazioni tendono a utilizzare procedure di evidenza pubblica per individuare il soggetto a cui affidare servizio, soprattutto laddove si tratta di servizi complessi e di notevole importo economico. Inoltre, sempre più spesso i servizi di affidamento sono di tale rilevanza da rendere impossibile alle singole misericordie di competere da sole sul mercato in un settore dove sono presenti grandi gruppi in possesso di elevati requisiti tecnico-organizzativi ed economico-finanziari». E ancora: «Laddove la gestione di un servizio non possa essere svolta da una Misericordia, singola o associata, lo strumento consortile rappresenta una valida soluzione». Così un numero di Giallo Ciano, l’house organ della Confederazione delle Misericordie d’Italia, nel 2015 spiegava la nascita del Consorzio opere di Misericordia (per saperne di più clicca qui).

La stessa Confederazione in queste concitate ore (nel fine settimana si è tenuta l’assemblea nazionale che ha visto la conferma di Roberto Trucchi alla guida del nazionale) ha manifestato attraverso una nota «la forte preoccupazione per il fermo di don Edoardo Scordio e di Leonardo Sacco rispettivamente Correttore e Governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto», confermando al contempo «la nostra totale fiducia nell’operato dell’Autorità Giudiziaria» auspicando «una rapida conclusione delle indagini». Poi l’annuncio del «commissariamento della Misericordia di Isola Capo Rizzuto e della Federazione Regionale Calabrese. Peraltro la gestione del centro di Isola Capo Rizzuto è da tempo affidata al consorzio “Opere di Misericordia” con sede a Firenze che continuerà i propri compiti nell’interesse degli ospiti secondo i principi che ci contraddistinguono». Il nome del commissario non è ancora stato indicato, nel pomeriggio però uno dei membri del consiglio nazionale, Alberto Corsinovi, arriverà in Calabria. Da lui si attendono indicazioni importanti. Nel frattempo la Confederazione nazionale tiene a precisare che «otto secoli di storia non vengono cancellati da fatti, seppure presunti, così gravi e pesanti. Continueremo a dare le risposte ai cittadini e alla popolazione più debole dando continuità ai servizi svolti dalla Misericordia non facendo mancare la risposta ai bisogni di assistenza e di carità».

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