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Il metodo Zamboni? Inefficace sui pazienti con sclerosi multipla

20 Novembre Nov 2017 1324 20 novembre 2017
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L'intervento di angioplastica venosa del collo effettuato non ha alcuna efficacia nel modificare né il naturale decorso clinico nella malattia, né l'accumulo di nuove lesioni cerebrali e perciò che non è indicato in persone con SM. «Oggi le persone con sclerosi multipla sono in grado di decidere da sole cosa ​veramente ​​è utile per loro»

A 5 anni dall’arruolamento dei pazienti, sono stati pubblicati il 18 novembre 2017 sulla rivista Jama Neurology i risultati di Brave Dreams, lo studio per la valutazione dell'efficacia e sicurezza dell'intervento di disostruzione delle vene extracraniche nel trattamento della sclerosi multipla, promosso dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, guidata dal prof. Paolo Zamboni e dal dott. Fabrizio Salvi e finanziata dalla Regione Emilia Romagna. A favore del metodo si erano apertamente schierati Nicoletta Mantovani, vedova di Pavarotti, e Beppe Grillo.

L’intervento di angioplastica venosa sui pazienti con sclerosi multipla si è rivelato lnefficace per la sclerosi multipla. Così AISM dà notizia dei contenuti della pubblicazione: «sono state incluse in questo studio 115 persone. Hanno partecipato 6 centri italiani rispetto ai 15 che avevano aderito inizialmente al progetto. L'intervento di angioplastica è stato effettuato in un gruppo, e confrontato con una procedura “sham” ovvero fittizia, in un altro gruppo. L’esito dell’intervento è stato valutato periodicamente nei successivi 12 mesi, attraverso la misurazione di 5 parametri innovativi tra i deficit funzionali che maggiormente colpiscono le persone con SM. Come comunicato dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, che ha promosso la ricerca, lo studio ha dimostrato che l’intervento di angioplastica venosa non ha alcun effetto sulla disabilità rispetto ad un intervento simulato. Anche per ciò che riguarda l'esito sull'accumulo di nuove lesioni cerebrali misurato con esami di risonanza magnetica dopo 6 e 12 mesi dall'intervento di angioplastica, e preceduto da un esame basale, non sono state osservate differenze fra i due gruppi a confronto. La valutazione sulla sicurezza dell'intervento di angioplastica non ha evidenziato effetti avversi di rilievo».

Già nel 2013 lo studio CosMo, finanziato interamente da Aism e la sua Fondazione con 1,5 milioni di euro - affermava che la CCSVI non è associata alla Sm e non vi ha alcun ruolo. Il 97% delle persone con SM non presenta infatti la CCSVI, e quando ricorre la frequenza è assolutamente simile a quella dei controlli sani e di altre malattie neurologiche degenerative. «Dopo i dati preliminari dello studio interventistico pan-canadese condotto dall’Associazione SM del Canada e dal Canadian Institutes of Health Research (CIHR), anche i risultati dello studio Brave Dreams confermano l’inefficacia del trattamento per la sclerosi multipla», commenta AISM.

La conclusione a cui giunge Brave Dreams quindi è che l'intervento di angioplastica venosa del collo effettuato non ha alcuna efficacia nel modificare né il naturale decorso clinico nella malattia, né l'accumulo di nuove lesioni cerebrali e perciò che non è indicato in persone con SM.

Mario Alberto Battaglia, Presidente FISM commenta così: «Prendiamo atto dei risultati dello studio Brave Dreams condotto con il confronto in cieco delle persone trattate rispetto a un gruppo di non trattati, e della conclusione che non c'è effetto sulla disabilità, e che non c'è differenza nella comparsa di nuove lesioni viste con risonanza magnetica. Questa conclusione è importante per le persone con sclerosi multipla, che devono avere una corretta informazione per poter scegliere nella propria vita: la conclusione degli autori che il trattamento con angioplastica non è indicato è un punto fondamentale in questo senso. La posizione, l'approccio al problema, e la correttezza scientifica che l'Associazione Italiana Sclerosi Multipla ha avuto sin dal primo momento, sono stati ​fondamentali. Per dare certezze alle persone con SM ci volevano studi di approfondimento diagnostico, studi di valutazione epidemiologica delle lesioni (lo studio CoSMo), studi clinici in cieco (lo studio Brave Dreams, lo studio canadese di cui si attende ancora la pubblicazione): oggi ​quindi le persone con sclerosi multipla sanno decidere da sole cosa ​ veramente ​​è utile per loro».

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