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Sostegno: «La 104 è chiara, precedenza a chi ha la specializzazione»

30 Giugno Giu 2018 0830 30 giugno 2018
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Si accende il dibattito attorno all'accordo che permetterà a insegnanti senza specializzazione di chiedere l'assegnazione provvisoria sul sostegno. Chiocca: «la soluzione? Ogni insegnante deve avere le competenze per lavorare con tutti gli alunni, anche quelli con disabilità. Una strada che nessuno ha mai percorso»

Parla di «ipocrisie» Evelina Chiocca in un post su Facebook. E di «alunni utilizzati in modo strumentale». Sotto accusa l’accordo siglato dal Miur con i sindacati giovedì pomeriggio, che contiene novità per le assegnazioni provvisorie dei docenti su posto di sostegno. «Oggi, all'improvviso, tutto cambia. Si passa ad un'azione che la legge non consente. La contrattazione appena siglata consente a personale di ruolo privo di specializzazione di chiedere l'assegnazione provvisoria su sostegno», spiega la responsabile del Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno.

Secondo Chiocca ciò significa – ed è questo il punto meno immediato per i non addetti ai lavori - che un docente sì di ruolo ma non specializzato sul sostegno avrà la precedenza su un docente specializzato ma non di ruolo, perché spiega Chiocca «le assegnazioni provvisorie vengono decise prima delle nomine annuali». In barba «all’articolo 14 comma 6 della legge 104 che recita invece che la nomina sul sostegno di docenti non specializzati "è consentita unicamente qualora manchino docenti di ruolo o non di ruolo specializzati"». Anche se, precisa con forza Chiocca, «non è una questione di “passare avanti”, può essere benissimo che i docenti lavoreranno tutti: è questione di tutela degli alunni, ragione per cui la legge dà priorità ai docenti in possesso specializzazione. Il resto va di seguito».

Quindi, se fino a ieri i docenti di ruolo senza titolo di specializzazione non potevano chiedere le assegnazioni provvisorie su posto di sostegno, da oggi il docente sprovvisto di titolo di specializzazione sul sostegno, «in subordine ed in via derogatoria e straordinaria», come dice la Flc Cgil sul proprio sito, può ottenere il ricongiungimento per un anno anche su un posto di sostegno purché «stia per concludere il corso di specializzazione su sostegno o abbia svolto almeno un anno di insegnamento su posto di sostegno, anche con un contratto a tempo determinato». Rispetto allo stringato comunicato congiunto di Miur e sindacati, sul suo sito la Cgil precisa che l’assegnazione sarà sui «posti di sostegno che rimangono disponibili al termine delle operazioni riguardanti sia i docenti di ruolo con il titolo, sia i supplenti sempre in possesso del titolo di specializzazione» e che «per salvaguardare al massimo il diritto allo studio degli alunni con disabilità, l’operazione avverrà in via residuale sui posti disponibili autorizzati in deroga in organico di fatto e dopo i necessari accantonamenti per garantire il contingente delle nomine annuali dei precari con titolo di sostegno (sia delle graduatorie ad esaurimento sia delle graduatorie d’istituto) e il contingente delle immissioni in ruolo». Insomma, urge leggere il testo ufficiale dell’accordo siglato.

Ma per Chiocca è il principio che è a rischio. «La tutela degli alunni viene meno, il fatto che tutti lavoreranno riguarda un altro piano. Se legittimi il fatto che dei docenti privi di titolo possano presentare domanda, dicendo già verrà accolta, c’è qualcosa ce non funziona». Nei fatti accade ogni anno che posti di sostegno vengano assegnati a docenti che non hanno il titolo di specializzazione, poiché il numero dei docenti specializzati è inferiore al bisogno: così una volta esaurito l’elenco degli specializzati, si procede con chi è senza titolo. La soluzione radicale a questo tema per Chiocca è «duplice: nell’immediato i posti ai non specializzati si danno dopo che sono stati nominati tutti gli specializzati, come dice la legge 104. Il secondo passaggio, coerentemente con la norma, è che ogni insegnante deve avere le competenze per lavorare con tutti gli alunni, possiamo dire che tutti gli insegnanti dovrebbero essere specializzati per lavorare con gli alunni con disabilità, ci sarà chi ha la cattedra sul sostegno e chi sulla disciplina, ma entrambi avranno stesse competenze. Una strada che nessuno ha percorso».

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