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Autismo

Francesco, il primo volontario Cisom con autismo

6 Maggio Mag 2022 0951 06 maggio 2022
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Francesco ha un disturbo dello spettro autistico, che non lo definisce come persona: come gli altri volontari di Cisom nell’ospedale di Catanzaro, accoglie i bambini, gioca con loro e li accompagna a fare esami e prelievi. La mamma: «Vederlo tornare a casa soddisfatto è una grande conquista di autonomia»

Francesco ha vent’anni e ogni settimana varca la soglia del reparto di pediatria dell’azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio di Catanzaro. Lì lo aspettano i “suoi ragazzi”, i bambini del reparto che accoglie, con cui gioca e quando è il momento li accompagna a fare gli esami e i prelievi necessari. Un’iniziativa che da tempo i volontari del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta – Cisom portano avanti. Routine. Non per Francesco, perché «per lui questo era uno dei suoi sogni, ovvero diventare volontario Cisom. Ed è il primo con disturbo dello spettro autistico a indossare la divisa rossa del Corpo», racconta mamma Marika che da anni è volontaria per Cisom e ogni volta che usciva di casa per prestare servizio racconta che Francesco le chiedeva “Mi porti con te, voglio fare anch’io il volontario”. La risposta che ora arriva spesso è “Si”, grazie a SuperAmabili, l'ambizioso progetto promosso da Cisom, in collaborazione con il reparto di pediatria dell'Azienda Ospedaliera Pugliese-Ciaccio di Catanzaro e l'associazione "Le impronte del cuore”.

Francesco e il sogno dell’uniforme

Francesco è un ragazzo speciale non solo perché con la sua voglia di vivere e intraprendenza sta dimostrando che la diversità è una risorsa e non un ostacolo, ma anche perché «in poco tempo è riuscito a farsi volere bene da tutti all’interno del reparto di pediatria, dove è impegnato a rendere meno pesante e noiosa la degenza dei piccoli pazienti», dicono i suoi colleghi di volontariato. Francesco è un ragazzo autistico ad alto funzionamento, «e questo gli consente di esprimersi, parlare, leggere, scrivere, fare sport e coltivare passioni, insomma di condurre una vita tranquilla», racconta la mamma Marika, anche lei volontaria del Cisom. Così, quando si è iniziato a parlare del progetto, Francesco non ha avuto nessuna esitazione: «Certo mamma, metto anche io la divisa». Che adora, confida Marika.

La sua esperienza come volontario Cisom è resa possibile grazie alla collaborazione con l’associazione “Le impronte del cuore” che ha esperienza con ragazzi con disturbi dello spettro autistico e ha all’attivo altri progetti di questo genere all’interno delle strutture ospedaliere. «Dopo il primo giorno di servizio nel reparto di pediatria, Francesco è tornato a casa ed è scoppiato in un pianto incessante al punto che neanche i suoi familiari riuscivano a calmarlo, - sottolinea Marika - “sono troppo commosso ed emozionato per questa divisa”, diceva».

Dalla cura dei piccoli pazienti, ai fornelli

In questa prima fase del progetto SuperAmabili, Francesco è in servizio nel reparto pediatrico una volta a settimana, «un impegno costante e fisso per un ragazzo che a 20 anni ha il cuore di un bambino, ma una grande attenzione e cura per l’altro e il prossimo. Vederlo tornare a casa soddisfatto per quello che ha fatto, per me è una grande conquista e un ulteriore passo verso l’autonomia - spiega la mamma Marika -. La risposta dei bambini e dei loro famigliari è stata positiva, per quanto sia un ragazzo di quasi 1.90 di altezza si mostra tranquillo e accogliente ai loro occhi. Il suo modo di relazionarsi è particolare, è affettuosissimo, ha una memoria impressionante, conosce tutte le favole a memoria e gli piace leggerle ai bambini. Il mio augurio è che lui continui a stare bene, che si impegni in questo progetto che lo soddisfa e che lo fa tornare ogni giorno casa con il sorriso».

Questo progetto e la storia di Francesco acquistano ancora più valore se si pensa che la regione Calabria conta circa 25mila con autismo, ma, soprattutto i ragazzi, sono molto spesso relegati ai margini della società e senza percorsi di terapia sanitaria strutturati e esperienze socio-culturali limitate ai soli contesti famigliari. Questa di Francesco è quindi una storia rivoluzionaria.

Prima di mettersi alla prova come volontario di Cisom, Francesco nei mesi del primo lockdown causato dalla pandemia aveva visto la sua routine di cambiare: «La scuola era solo in Dad, gli impegni sportivi erano fermi, anche le lezioni di lingua straniera, che lo interessano molto e che gli occupavano i pomeriggi, sono state sospese», spiega la mamma. Così ha scoperto una nuova passione, quella per la cucina. «All’inizio si limitava a osservarmi e a passarmi gli ingredienti, è un ottimo aiuto chef - chiosa Marika -, ma con le settimane è emerso come ai fornelli abbia un intuito straordinario, sa quello che ti può servire durante la preparazione di un piatto. Se, ad esempio, devo preparare le polpette, lui predispone tutti gli ingredienti. Adesso fa tutto da solo e l’aiutante sono diventata io. Abbiamo creato anche una pagina Facebook Ciccio Chef, dove ci sono si suoi video in cui si cimenta ai fornelli e prepara le sue specialità e da consigli ai “colleghi” di cucina e di volontariato che lo seguono».