Comitato editoriale Agesci

Settimane sociali, a Trieste il contributo degli scout

L'Associazione Guide e Scout cattolici italiani sarà presente alla 50esima edizione delle Settimane sociali dei Cattolici in Italia che quest’anno si concentra sul tema “Al cuore della democrazia”. Roberta Vincini e Francesco Scoppola, presidenti del Comitato nazionale osservano che si tratta di una occasione che dona «la possibilità di riflettere e condividere, mettendoci in rete, ribadendo l'importanza della capacità di esserci, di prendere in carico, di fare la propria parte, insieme»

di Redazione

Dal 3 al 7 luglio a Trieste si tiene la 50esima edizione delle Settimane sociali dei Cattolici in Italia, un appuntamento fisso della Chiesa italiana che quest’anno si concentrerà sul tema “Al cuore della democrazia”

L’Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani – Agesci sarà presente con una propria delegazione alle giornate, portando il suo contributo di realtà educativa giovanile, che sul tema della democrazia e della cittadinanza attiva fonda il proprio metodo.  

Educare a una cittadinanza responsabile e attiva

Attraverso l’educazione di ogni guida e scout nel proprio territorio, ma con uno sguardo ampio di fratellanza internazionale, infatti, lo scautismo accompagna alle scelte e a vivere esperienze di servizio al prossimo, attraverso azioni quotidiane che sono fondanti per sperimentare modalità di partecipazione democratica e di crescita verso una cittadinanza responsabile e attiva. 
Ogni cittadino per rafforzare la propria partecipazione può e deve agire per contribuire al cambiamento, mettendosi in gioco in prima persona nel proprio territorio e in alleanza con gli altri, e questo è quello che si prefigge lo scautismo fin da piccoli. 

Roberta Vincini e Francesco Scoppola, presidenti del Comitato nazionale dell’Agesci, dichiarano: «Oggi è un tempo complesso, dai ritmi incalzanti, dove le fragilità sono tante e consistenti, ma questo ci riporta come cristiani a metterci in cammino e in ascolto. Le Settimane sociali ci danno la possibilità di riflettere e condividere, mettendoci in rete, ribadendo l’importanza della capacità di esserci, di prendere in carico, di fare la propria parte, insieme». 

E aggiungono: «Si possono far vivere esperienze fondanti nell’educazione del buon cittadino ai nostri giovani, partecipando e contribuendo al cambiamento secondo un progetto che si costruisce nel rispetto delle regole democratiche, accettando il confronto con le idee degli altri con la prospettiva che “il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità degli altri, cercando di lasciare questo mondo un po’ migliore di quanto non lo si sia trovato”».  

In apertura foto di Andrea Pellegrini